Rossella Urru è finalmente a casa. Dopo 268
giorni di sequestro, la cooperante sarda rapita lo scorso 23
ottobre a Tinduf, al confine tra Algeria e Mali, è stata
liberata ed è tornata in Italia.
Il suo volo, partito dal Burkina Faso, è atterrato giovedì 19
luglio, in serata, all'aeroporto militare di Ciampino. Ad
accoglierla, decine di abbracci. Primo fra tutti quello dei
genitori e dei familiari più stretti, atteso per
nove mesi. Poi gli abbracci del presidente del Consiglio
Mario Monti, del ministro degli Esteri
Giulio Terzi e del ministro per la Cooperazione
internazionale Andrea Riccardi.
Il giorno successivo, dopo una notte di riposo, ecco l'abbraccio
del presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano. Un abbraccio commosso, che simboleggia quello
di tutti gli italiani, che tanto hanno sperato nella sua
liberazione.
A questi è seguito un ultimo, importante abbraccio. Quello della
sua Sardegna.
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