Bersani: «Daremo riconoscimento a coppie gay»

di Francesca Porta 

Pierluigi Bersani ha presentato la «Carta d'intenti» del Partito Democratico

Francesca Porta

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Pierluigi Bersani - Foto LaPresse

Pierluigi Bersani - Foto LaPresse

Lavoro, fisco e diritti civili. Sono questi i tre temi principali della «Carta d'intenti del Partito Democratico e dei progressisti» presentata oggi da Pierluigi Bersani al Tempio di Adriano, a Roma.

Il segretario del Pd, in vista di prossime alleanze elettorale, ha infatti voluto chiarire i punti fondamentali del programma del partito e «assumere davanti al Paese alcuni impegni espliciti e vincolanti».

Partendo innanzitutto dal lavoro. «Per noi il lavoro è al centro del programma e il primo passo da compiere è un ridisegno profondo del sistema fiscale che alleggerisca il peso sul lavoro e sull'impresa, attingendo alla rendita dei grandi».

Per Bersani il tema del lavoro è strettamente legato a quello del fisco. «Vogliamo alleggerire il peso fiscale sul lavoro e caricarlo su grandi patrimoni e rendite. Se non c'è il coraggio di farlo non si abbasseranno mai le tasse», ha dichiarato il segretario.

«Contestiamo il liberismo finanziario che ci ha portato a questa crisi, denunciamo come abbia disarmato sovranità e democrazia nei paesi. Qui non c'entra il mercato, siamo a una micidiale distorsione del mercato, al dominio di soggetti incontrollati, un dominio che ha innescato la più grave crisi dal dopoguerra a oggi».

Oltre a lavoro e fisco, il segretario del Pd ha parlato a lungo di diritti civili. Iniziando da quelli delle coppie gay: «Daremo sostanza normativa al principio riconosciuto dalla Corte Costituzionale per il quale una coppia omosessuale ha diritto a vivere la propria unione ottenendone il riconoscimento giuridico».

Per quanto riguarda i diritti degli immigrati, invece, Bersani ha dichiarato che «la prima norma che faremo quando progressionisti e moderati saranno al governo è per i figli degli immigrati che vanno a scuola. Questo ci dice più di qualsiasi misura economica in che mondo l'Italia intende stare, in quello di domani o no».

«Vogliamo avviare un percorso di alternativa non a Monti, ma alle destre e alle loro politiche sbagliate», ha continuato il segretario del Pd. «Noi siamo quelli dei conti a posto, quelli delle riforme del mercato, quelli di Ciampi, di Padoa Schioppa. Loro sono quelli dei conti che saltano e del deficit del debito. Tra qualche mese dobbiamo proporre un'alternativa».

Tra qualche mese? Sì. Bersani ha dichiarato di «confermare il sostegno al governo Monti perché questo significa dare una mano al Paese e traguardiamo alla fine della legislatura». Anche se, ha concluso, «siamo pronti a ogni evenienza».

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