Spending review, ecco cosa prevede il decreto

di Francesca Porta 

Il provvedimento è stato approvato alla Camera con 371 voti favorevoli, 86 contrari e 22 astenuti

Francesca Porta

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Il ministro Vittorio Grilli - Foto LaPresse

Il ministro Vittorio Grilli - Foto LaPresse

La spending review è legge. Dopo il via libera del Senato, oggi il decreto è stato approvato alla Camera con 371 voti favorevoli, 86 contrari e 22 astensioni. Il provvedimento ha avuto il via libera definitivo di Montecitorio dopo il voto di fiducia.

Il decreto della spending review dovrebbe consentire un risparmio di 26 miliardi di euro in tre anni. Secondo quanto dichiarato dal governo il 6 luglio, questi tagli permetteranno di evitare l'aumento di due punti percentuali dell'Iva fino al 30 giugno 2013, lo stanziamento di 2 miliardi per la ricostruzione delle zone danneggiate dal sisma e la copertura della salvaguardia pensionistica per altri 55.000 esodati.

Ecco, in sintesi, i principali interventi previsti dal decreto legge.

Province: gli enti provinciali saranno praticamente dimezzati. Dalle attuali 110 Province, infatti, si passerà a circa 50 entro la fine del 2012. I criteri attraverso i quali verranno tagliate sono l'estensione territoriale e l'entità della popolazione. Ridotti i trasferimenti dallo Stato agli enti locali (Province, Regioni e Comuni).

>>Province: quali saranno accorpate e quali no

Dipendenti pubblici: il decreto prevede il taglio del 10% dei dipendenti pubblici e del 20% dei dirigenti. A decorrere dall'ottobre 2012, inoltre, il valore dei buoni pasto per i dipendenti della pubblica amministrazione sarà bloccato a un massimo di 7 euro. Le ferie e i riposi saranno obbligatoriamente fruiti (non sono previsti trattamenti economici sostitutivi). Stop alle consulenza per i dipendenti pubblici che andranno in pensione. Previsto un tetto di 300 mila euro per gli stipendi dei manager e dei dirigenti delle aziende partecipate dello Stato.

Pubblica amministrazione: le pubbliche amministrazioni potranno «rescindere contratti di lungo periodo non più convenienti o troppo onerosi» per quanto riguarda l'acquisto di beni e servizi. Per quanto riguarda le società pubbliche, è previsto il taglio dei cda, che avranno solo tre membri.

Esercito: il decreto prevede il taglio del 10% dell'organico delle Forze Armate. Ridotti anche i finanziamenti per gli armamenti (-100 milioni di euro) e le missioni di pace (-8,9 milioni).

Auto blu: previsto il taglio del 50% rispetto al 2011 per i fondi relativi al parco auto.

Tribunali: la spending review prevede il taglio di 37 tribunali, 38 procure e 220 sedi distaccate. Saranno istituite le superprefetture: gli uffici territoriali dello Stato del Comune capoluogo di Regione assorbiranno le funzioni di tutte le amministrazioni periferiche che hanno sede nella stessa regione.

Sanità: non ci sarà il taglio dei piccoli ospedali, ma anche la sanità dovrà contribuire alla spending review. Sarà anticipato il taglio del 5% sull'acquisto di beni e servizi (che sarebbe entrato in vigore dal 2013), sarà previsto l'aumento dello sconto che farmacie ed aziende farmaceutiche praticano allo Stato. Saranno, inoltre, tagliati i posti letto: ne sono previsti 3,7 ogni 1000 abitanti, contro gli attuali 4. Le Regioni in deficit sanitario, inoltre, si vedranno aumentare l'addizionale Irpef.

Scuola: previsto un aumento di 90 milioni di euro per il Fondo di intervento integrativo per la concessione di prestiti d'onore e l'erogazione delle borse di studio da ripartire tra le Regioni. Salta, invece, l'aumento dei fondi per le scuole paritarie. Previsto l'aumento delle rette universitarie per gli studenti fuoricorso, compensato dal blocco delle tasse per i meno abbienti fino al 2016.

 

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