Ilva, Catricalà: "Faremo ricorso alla Consulta"

di Laura Scafati 

Il governo ha intenzione di fare ricorso alla Consulta per contestare i provvedimenti della magistratura che rischiano di far chiudere le acciaierie Ilva di Taranto

Laura Scafati

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foto LaPresse

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Le parole pronunciate nei giorni scorsi dal gip Patrizia Todisco sono giunte come catene pronte a chiudere definitivamente i cancelli delle acciaierie Ilva di Taranto. Ma non è detta ancora l'ultima parola. In difesa dell'azienda scende in campo il premier Monti pronto a schierare i tre ministri Severino, Passera e Clini che saranno a Taranto il prossimo 17 agosto per parlare con il Presidente della Regione, con la Provincia e con il Comune.

Oggi le prime avvisaglie. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà ha annunciato al Gr1 che il governo ha intenzione di fare ricorso alla Consulta per contestare i provvedimenti della magistratura che rischiano di portare alla chiusura degli impianti dell'Ilva.

«Partiamo dal presupposto che la tutela della salute e dell'ambiente è un valore fondamentale che anche il governo vuole perseguire e anche dal presupposto che noi rispettiamo le sentenze dei giudici. Però, alcune volte queste sentenze - ha spiegato Catricalà - non sembrano proporzionate rispetto al fine legittimo che vogliono perseguire e quindi noi chiederemo alla Corte Costituzionale di verificare se non sia stato menomato un nostro potere: il potere di fare politica industriale». Il sottosegretario poi ha ricordato che il governo ha stanziato centinaia di milioni per il risanamento e ha ribadito: «La chiusura immediata è un fatto gravissimo per l'economia nazionale, sarebbe un fatto grave non solo per la Puglia ma per l'intera produzione dell'acciaio in Italia».

Intanto il ministro Paola Severino ha confermato di aver dato disposizione affinché gli uffici del ministero della Giustizia acquisiscano stamane i due provvedimenti con i quali il gip di Taranto, Patrizia Todisco, ha ribadito il sequestro degli impianti dell'Ilva e ha revocato la nomina di Bruno Ferrante dall'incarico di curatore dello stabilimento. «Auspico - precisa poi  il Guardasigilli in una nota - che una soluzione alla necessità di contemperare le esigenze ambientali con quelle occupazionali e della salute dei cittadini si possa e si debba trovare».

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