«In stato di guerra». È così che il premier
Mario Monti, in un'intervista alla rivista Tempi, ha definito la
situazione dell'Italia nei confronti del fenomeno
dell'evasione fiscale.
Rispondendo alle domande del settimanale, il presidente del
Consiglio ha dichiarato: «La notorietà pubblica del nostro
alto tasso di evasione contribuisce molto a indisporre nei
confronti dell'Italia quei Paesi dei quali di tanto in tanto
potremmo aver bisogno per assistenza finanziaria».
Ad esempio, i Paesi del Nord Europa. «Questi dicono: l'Italia è
un Paese molto ricco, però lo Stato ha un fortissimo debito
pubblico che magari richiederà domani di autarla a rinnovare;
eppure ci sono italiani ricchi o medi che sistematicamente
non pagano le tasse», ha spiegato Monti. «L'evasione
fiscale produce un grosso danno nella percezione del paese
all'estero».
La lotta all'evasione, dunque, non può lasciare spazio a sconti.
«Penso che l'Italia si trovi in uno stato di difficoltà soprattutto
a causa dell'evasione. E penso che da questo punto di vista
ci troviamo come in uno stato di guerra», ha detto il
premier.
«Ho sempre incoraggiato fortemente le persone che lavorano
all'Agenzia delle Entrate e nella Guardia di Finanza a fare una
dura lotta contro l'evasione. La seria lotta può
comportare la necessità di momenti di visibilità che possono essere
antipatici. Ma che hanno un forte effetto preventivo nei confronti
degli altri cittadini».
Oltre al tema dell'evasione fiscale, Monti ha dedicato alcune
riflessioni anche alla situazione economica europea («gli
eurobond sono una proposta intelligente») e ai problemi
della giustizia italiana. «Stiamo pensando a numerose novità
legislative» - ha detto il premier in merito a quest'ultimo punto -
«volte a dare risposta non solo all'emergenza
carceraria, ma anche a quella lentezza dei
processi che, come calcolato dalla Banca d'Italia, incide
negativamente sulla crescita del Paese per un punto percentuale di
Pil».
Per quanto riguarda il tema delle intercettazioni, Monti ha
definito «grave» il caso delle telefonate del Capo dello
Stato intercettate dalla Procura di Palermo. «È evidente a
tutti che nel fenomeno delle intercettazioni telefoniche si sono
verificati e si verificano abusi. È compito del governo prendere
iniziative a riguardo».
Infine, alla domanda sull'eventualità di candidarsi alle
prossime elezioni, Monti ha risposto: «Mi rifiuto
di pensare che un grande Paese democratico come l'Italia non sia in
grado, attraverso libere elezioni, di scegliere una maggioranza di
governo efficace e, indirettamente, un leader adeguato a
guidarla. Quindi la domanda credo e spero non sarà
rilevante».
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