Monti: «Vedo avvicinarsi la fine della crisi»

di Francesca Porta 

Il discorso del presidente del Consiglio ha aperto ieri il Meeting di Comunione e liberazione a Rimini

Francesca Porta

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Mario Monti - Foto Getty Images

Mario Monti - Foto Getty Images

«Siamo in crisi? Un anno fa lo pensavamo di meno e forse lo eravamo di più». Sono queste le parole con cui il premier Mario Monti si è rivolto alla platea del Meeting di Comunione e liberazione, iniziato ieri a Rimini. Parole che lasciano intravedere forse un po' di ottimismo. Certamente una speranza.

«Io vedo avvicinarsi il momento in cui la crisi finirà », ha infatti dichiarato il presidente del Consiglio. «Un anno fa era peggio di oggi». Questo, ovviamente, non significa che il lavoro per combattere la crisi economica sia finito. Anzi. Ci sono ancora molte cose di cui occuparsi.

In primis, ha detto il premier Monti, bisogna occuparsi dei giovani: «È evidente che un'intera generazione sta pagando il conto salatissimo del disimpegno delle classi politiche degli ultimi anni. Un sistema poco equilibrato mette un'ipoteca sul futuro dei giovani italiani, una generazione perduta».

«Il governo sta cercando di orientare le politiche nell'interesse dei giovani» - ha continuato Monti - «non solo nel campo della scuola, dell'università e della ricerca, ma anche nel campo del lavoro e nello scrostare il potere corporativo che rende rigidi i mercati».

Un'altra missione del governo Monti è senza dubbio la crescita. «Non abbiamo mai pensato che nel giro di qualche mese si potesse far salire crescita e occupazione», ha detto il premier. «Pensavamo però che l'insieme delle azioni compiute fin'ora avrebbe dato luogo a una riduzione dei tassi di interesse, il che avrebbe dato anche al processo di crescita maggior modo di ripartire».

Così non è avvenuto, perciò la strada da fare è ancora lunga. Ed è, secondo Monti, un percorso che non può prescindere dall'unità di intenti con l'Europa e dalla salvaguardia dell'euro. «La maggiore tragedia per l'Europa e per l'Italia sarebbe se l'euro, da coronamento del sogno di integrazione europea, diventasse fattore di disgregazione».

Altro obiettivo importante per il presidente del Consiglio è la dura lotta all'evasione fiscale. Come già dichiarato venerdì scorso in un'intervista al settimanale Tempi, anche al Meeting di Rimini Monti è tornato a ribadire l'importanza di questo tema: «Un impegno straordinario e forse sgradevole contro l'evasione fiscale fa parte del recupero di fiducia dei cittadini verso lo Stato».

Sull'evasione, inoltre, il premier ha ritenuto opportuno dedicare un pensiero alla Rai: «Suggerisco amichevolmente di non usare più l'aggettivo "furbi" nei servizi dei tg che descrivono la lotta contro l'evasione fiscale. Perché non si possono trasmettere neppure in modo subliminare disvalori che distruggono la società italiana».

Il passaggio, nel quale il premier prende una posizione eticamente precisa, è stato applaudito a lungo dal pubblico del Meeting. In realtà, il discorso di Monti (condito qua e là da citazioni di De Gasperi) è stato più volte interrotto dagli applausi dei giovani di Comunione e liberazione. Quegli stessi giovani che, per anni, hanno amato e sostenuto la politica di Silvio Berlusconi. Qualcosa è cambiato? Chissà.

 

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