Vendola: «Voglio sposarmi». Bindi: «Sì alle unioni civili, no al matrimonio»

di Francesca Porta 

Il leader di Sel chiede di lottare per il matrimonio gay, ma la presidente dell'assemblea nazionale del Pd frena: «L'obiettivo sono le unioni civili, non le nozze»

Francesca Porta

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Nichi Vendola - Foto LaPresse

Nichi Vendola - Foto LaPresse

«Voglio sposare il mio compagno». Quella espressa ieri sera da Nichi Vendola non è una pubblica dichiarazione d'amore, bensì una chiara e precisa intenzione politica. Sul palco della festa del Partito Democratico di Reggio Emilia, infatti, il leader di Sel è tornato a parlare dei diritti delle coppie omosessuali.

«A 54 anni voglio dire che mi voglio sposare con il mio compagno. Rivendico questo», ha detto Vendola. «Come cittadino, come persona e come cristiano, voglio poter vivere una discussiona vera e chiedere al mio Stato e alla mia Chiesa per quale motivo progetti d'amore non possono essere liberati da un tappo di Medioevo che tante volte ha ferito la nostra vita».

A rispondergli c'è Rosy Bindi, presidente dell'assemblea nazionale del Pd, che ha prima ricordato il lavoro fatto per il riconoscimento dei «Dico» durante il secondo governo Prodi e poi ribadito l'impegno preso in questo senso dal segretario Pierluigi Bersani.

«Noi regoleremo le unioni civili, anche quelle omosessuali. Dobbiamo fare insieme su questa scia un grande sforzo italiano per dare finalmente non mezzi diritti, ma diritti. Il Pd ha già preso questo impegno e lo porterà avanti nella prossima legislatura».

Sì alle unioni civili, dunque. Ma a Nichi Vendola non basta: «Prendiamo quello che è possibile, si dice sempre. Ma è con questa logica che abbiamo uno standard di diritti civili da repubblica islamica, perché abbiamo rinunciato a una battaglia di principio. Invece voglio poter dire anche in Italia che abbiamo diritti interi e non dimezzati».

Il leader di Sel chiede chiaramente al Pd di parlare del matrimonio gay. Ma i democratici sono pronti per discutere l'argomento? A sentire Rosy Bindi, sembrerebbe di no: «L'obiettivo che ci possiamo porre è il riconoscimento delle unioni civili, non il matrimonio. Non è perché sono credente, è perchè sono fedele alla Costituzione. La Carta, infatti, ci dice con chiarezza che, mentre è possibile riconoscere i diritti delle coppie omosessuali, non è pensabile l'istituto del matrimonio».

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