Giovanardi propone il «contratto di convivenza e solidarietà»

di Francesca Porta 

Il senatore del Pdl ha presentato un disegno di legge, destinato a far discutere, per disciplinare i rapporti patrimoniali tra le persone conviventi

Francesca Porta

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Carlo Giovanardi - Foto AP/LaPresse

Carlo Giovanardi - Foto AP/LaPresse

Il senatore del Pdl Carlo Giovanardi non è mai stato celebre per la sua apertura sul tema delle unioni civili, soprattutto per quanto riguarda le coppie omosessuali. Non c'è dunque da stupirsi se in questi giorni sta facendo scalpore la notizia di un disegno di legge da lui presentato proprio su questo tema.

Il provvedimento, intitolato «Introduzione nel codice civile del contratto di convivenza e solidarietà », ha l'obiettivo di istituire un contratto che disciplini i reciproci rapporti patrimoniali di due persone conviventi, siano esse eterosessuali oppure omosessuali.

Secondo quanto si legge sul testo presentato al Senato, il suddetto contratto dovrebbe essere stipulato di fronte a un notaio e prevederebbe il riconoscimento di alcuni importanti diritti. I conviventi, ad esempio, potrebbero decidere per la separazione o la comunione dei beni e sarebbero inclusi nella lista degli eredi.

Sarebbero loro assicurati, inoltre, i «diritti e i doveri di assistenza e di informazione in materia sanitaria e penitenziaria». Ciò significa che «tutte le decisioni relative allo stato di salute e in generale di carattere sanitario (ivi comprese la donazione degli organi, il trattamento del corpo e i funerali) siano adottate, nei limiti delle disposizioni vigenti, dal convivente».

Detta così, può sembrare una rivoluzione, soprattutto considerato che a proporla è Carlo Giovanardi. Il senatore pidiellino, va ricordato, è colui che si è sempre opposto al riconoscimento delle coppie conviventi al di fuori del matrimonio e che ha fatto guerra a Ikea per le sue campagne pubblicitarie a favore di «ogni tipo di famiglia». È comprensibile, dunque, che l'iniziativa abbia suscitato stupore.

In realtà, nel provvedimento ci sono vari elementi che lasciano perplessi. Come si legge su Gay.it, il timore di molti è che questa sia una legge fatta «più per scongiurare eventuali altre proposte di legge che vanno nella direzione del matrimonio per le persone dello stesso sesso».

Questa proposta, effettivamente, ha una premessa molto chiara: «La famiglia, come scolpita nell'articolo 29 della Costituzione, è società naturale fondata dal matrimonio». Che tradotto significa: queste forme di convivenza sono ben diverse dalla «famiglia».

La modalità prevista per la stipula del contratto, inoltre, è già di per sè un deterrente. Mentre il matrimonio civile è gratuito, infatti, il contratto di convivenza e solidarietà dovrebbe essere firmato di fronte a un notaio, cosa che prevede l'esborso di un'ingente somma di denaro.

Voi cosa ne pensate? La proposta di Giovanardi è un passo avanti verso il riconoscimento dei diritti delle coppie conviventi? Oppure è un'inziativa messa in campo per scongiurare proposte meno conservatrici?

Leggi anche:

>>Vendola: «Voglio sposarmi». Rosy Bindi: «Non è possibile»

>>La Cassazione: «Le coppie gay hanno diritto alla vita familiare»

>>Obama: «Le nozze gay dovrebbero essere un diritto»

 

DA STYLE.IT

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