Pd, Renzi si candida alle primarie: «Voglio guidare l'Italia»

di Francesca Porta 

È partita oggi da Verona la campagna in camper del giovane sindaco che vuole sfidare Pierluigi Bersani alle primarie del Partito Democratico

Francesca Porta

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Matteo Renzi - Foto AP/LaPresse

Matteo Renzi - Foto AP/LaPresse

«Annuncio pubblicamente la mia candidatura a guidare l'Italia per i prossimi cinque anni». Dopo mesi di voci e polemiche, ora la notizia è ufficiale: il sindaco di Firenze Matto Renzi si candida alle primarie del Partito Democratico con l'intenzione di diventare il candidato premier del centrosinistra alle prossime elezioni politiche.

La sua campagna, intitolata «Adesso!», è partita oggi a Verona con un evento che sembrava ispirato, nella scenografia e nei toni, alla convention democratica di Barack Obama. Le parole chiave dichiarate sono tre: Europa, futuro e merito. In realtà, se ne potrebbero aggiungere altre due: giovani e rinnovamento.

Il discorso di Renzi, infatti, non poteva che partire da uno dei suoi più conosciuti tormentoni: la rottamazione dei vecchi politici. «Venticinque anni fa eravamo senza telefonini, anche i loghi dei partiti erano diversi da quelli di oggi, mentre i leader no, sono gli stessi», ha detto il sindaco di Firenze durante il suo discorso. «Lo avranno fatto per darci un punto di riferimento?».

Ma Renzi tiene a precisare che questo non è un tema populisticamente fine a sè stesso: «Ci candidiamo per dire cosa immaginiamo noi per i prossimi venticinque anni. Siamo qui per raccontare che i venticinque anni che ci aspettano non serviranno solo per cambiare la classe dirigente, ma per cambiare il futuro dei nostri figli».

Più che rottamazione, dunque, il sindaco toscano parla di rinnovamento. Di futuro. «Siamo qui per puntare il compasso e girarlo da un'altra parte: non vogliamo limitarci ad aspettare, vogliamo creare il futuro ed essere protagonisti. Adesso!».

Come fare? Portando il Pd alla vittoria nelle elezioni della prossima primavera. Rubando voti al centrodestra: «A chi in passato ha votato per Berlusconi dico: votate per me». Giocando «all'attacco e non chiudendosi in un catenaccio: così il centrosinistra rischia di farcela davvero». Perché, ha detto Matteo Renzi, «il rischio vero è quello di non tirare il calcio di rigore, non quello di sbagliarlo».

Per questo il sindaco di Firenze ha deciso di tirare in porta. A tentare di parare il gol, ci sarà Pierluigi Bersani. E se il popolo democratico dovesse scegliere l'attuale segretario? «Se si perde, si fa quello che fanno le persone serie: non ci si inventa l'ennesima formazioncina politica di serie Z, si dà una mano a chi a vinto», ha risposto Renzi. «Se perderò, darò una mano a Bersani».

Intanto, però, il candidato più giovane delle primarie del Pd ce la metterà tutta per vincere. Da Verona partirà in camper per girare tutta l'Italia e parlare con i cittadini dei problemi del Paese e delle sue proposte di soluzione. Un lungo viaggio per un progetto alquanto ambizioso.

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