Fiat, sabato Monti incontrerà Marchionne

di Francesca Porta 

Il presidente del Consiglio ha convocato un incontro con i vertici della Fiat per parlare del futuro dell'azienda in Italia

Francesca Porta

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Foto LaPresse

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Mario Monti vuole saperne di più. Dopo le parole di Sergio Marchionne sul progetto Fabbrica Italia e l'intervista a Repubblica, il presidente del Consiglio ha preso il telefono e ha chiamato l'amministratore delegato della Fiat.

Dopo un breve colloquio, i due hanno fissato un appuntamento: sabato 22 settembre, alle ore 16, il premier Monti, il ministro dello Sviluppo Corrado Passera e il ministro del Lavoro Elsa Fornero incontreranno l'ad della Fiat Sergio Marchionne e il presidente John Elkann.

«Il dottor Marchionne ha assicurato che verrà fornito il quadro informativo sulle prospettive strategiche del gruppo» - si legge in una nota diffusa da Palazzo Chigi - «con particolare riguardo all'Italia». Il governo Monti, insomma, vuole chiarimenti sulle intenzioni del gruppo automobilistico per quanto riguarda Fabbrica Italia e la produzione nazionale.

Intanto, dalla famiglia Agnelli arrivano «solidarietà e sostegno» all'operato di Marchionne. «C'è assoluta sintonia: siamo tutti estremamente uniti e diamo grandissimo sostegno a Marchionne», ha dichiarato John Elkann. «Quello che è stato ribadito dall'ad è che da qualche anno, alla luce del contesto che stiamo vivendo, stiamo valutando la situazione in modo da poter andare avanti in maniera oculata e responsabile, i piani ne devono tener conto».

La parole dell'amministratore delegato, però, non sono state accolte così bene da tutti. Per il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, «Marchionne mantiene una posizione molto difensiva, con cui però non riesce a dare le risposte di cui il Paese ha bisogno», mentre il leader della Cisl Raffaele Bonanni chiede alla Fiat di «convocarci subito e chiarire se quel piano (Fabbrica Italia, ndr) verrà mantenuto e poi utilizzato quando si riprenderà il mercato».

Critico anche il segretario del Pd Pierluigi Bersani: «Il governo è stato troppo cauto. Avrebbero dovuto incalzare Marchionne, anche perché era evidente che il progetto Fabbrica Italia non è mai esistito». Da parte sua, l'esecutivo non commenta. Lo farà, probabilmente, dopo l'incontro di sabato.

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