Ilva, la denuncia dei Verdi: «Dati choc sui tumori»

di Francesca Porta 

Gli ambientalisti diffondono i dati dello studio «Sentieri»: i mesoteliomi (anche detti "tumori dell'amianto") sono aumentati del 306% tra il 2003 e il 2008

Francesca Porta

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L'Ilva di Taranto - Foto LaPresse

L'Ilva di Taranto - Foto LaPresse

Definirli «dati choc» è poco. I numeri sulle patologie tumorali e sulla mortalità registrati tra il 2003 e il 2008 nei comuni di Taranto e Statte sono impressionanti. Spaventosi. A diffonderli, dopo le polemiche dei giorni scorsi, sono stati il presidente dei Verdi Angelo Bonelli e il leader di Peacelink Taranto Alessandro Marescotti.

Secondo quanto dichiarato dai due ambientalisti, i dati (raccolti dall'Istituto superiore della sanità nell'ambito dello studio «Sentieri») «rivelano nel periodo 2003/2008 un aumento del 10% dei decessi per tutte le cause e del 12% per tutti i tumori».

In particolare, i tumori del fegato e dei polmoni sono aumentati del 24%, i linfomi del 38% e i mesoteliomi (meglio conosciuti come "i tumori dell'amianto") del 306%. «Il dato veramente preoccupante» - ha dichairato Marescotti - «è quello dei bambini, per i quali si registra un aumento del 35% dei decessi sotto un anno di età per tutte le cause. Per quanto riguarda le morti nel periodo perinatale si registra un +71%».

Nello studio dell'Istituto superiore della sanità «si parla di alto livello di persuasività scientifica nel vedere un nesso tra questi dati e l'inquinamento», hanno dichiarato Bonelli e Marescotti. «Più volte ricorre il termine "inquinamento industriale" e lo studio Sentieri lo sottolinea come fatto preoccupante». E, inutile precisarlo, quando si parla di "inquinamento industriale" e di "tumori dell'amianto", a Taranto si pensa all'Ilva.

Si pensa alla causa giudiziaria che pende sulla famiglia Riva e su tutti coloro che hanno gestito l'azienda negli ultimi anni. Si pensa ai progetti in fase di studio da parte del governo e del manager Bruno Ferrante per bonificare l'area e continuare a produrre salvaguardando la salute dei lavoratori.

Su tutto questo, i numeri dello studio «Sentieri» cadono come un pesante macigno. E alimentano la polemica. «Questi sono i dati dell'aggiornamento che il ministro Balduzzi non ha voluto comunicare perché diceva che erano in fase di elaborazione», hanno detto Bonelli e Marescotti. «È falso, perché questi dati sono stati elaborati, stampati e comunicati alla Procura il 30 marzo di quest'anno».

«Sono dati provvisori», ha risposto il ministro della Salute Renato Balduzzi. «Saranno completati nelle prossime settimane e resi noti ufficialmente entro il 12 ottobre insieme ai dati sul monitoraggio biologico degli allevatori e l'inquinamento dei mitili». Anche il ministro dell'Ambiente Corrado Clini invita alla cautela: «Si stanno manipolando con grande spregiudicatezza dati incompleti e si sta creando una pressione sulla popolazione e sulle autorità competenti, ma non c'è nessuno oggi che sulla base dei dati disponibili può dire che ci sia una relazione tra le attività attuali dell'Ilva e lo stato di salute della popolazione».

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