Caso Sallusti, Napolitano: «Modificare norme su diffamazione»

di Francesca Porta 

Il presidente della Repubblica e il ministro della Giustizia Paola Severino sono d'accordo sull'esigenza di cambiare la legge sulla diffamazione a mezzo stampa

Francesca Porta

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Alessandro Sallusti - Foto SGP Italia

Alessandro Sallusti - Foto SGP Italia

Il caso Sallusti è salito al Colle. All'indomani della sentenza della Cassazione che condanna a 14 anni di carcere il direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti per diffamazione a mezzo stampa, oggi il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha incontrato il ministro della Giustizia Paola Severino per discutere delle leggi sulla stampa.

Dopo un breve incontro, i due si sono trovati d'accordo sulla necessità di modificare la normativa in materia di diffamazione a mezzo stampa, tenendo conto delle indicazioni della Corte europea di Strasburgo. «La pena detentiva deve essere sempre un'extrema ratio», ha dichiarato il ministro Severino. «Se ci sono possibilità alternative, vanno percorse».

Intanto, alla Camera, il parlamentare del Pdl Renato Farina ha affermato di essere l'autore dell'articolo, firmato con uno pseudonimo, per il quale è stato incriminato Sallusti. «Quel testo l'ho scritto io e me ne assumo la piena responsabilità morale e giuridica», ha dichiarato Farina. «Chiedo umilmente scusa al magistrato Cocilovo (vittima della diffamazione, ndr): le notizie su cui si basa quel mio commento sono sbagliate. Egli non aveva invitato nessuna ragazza ad abortire. L'ha autorizzata, ma non è la stessa cosa».

«Chiedo umilmente per Sallusti la grazia al Capo dello Stato o che si dia spazio alla revisione del processo», ha concluso Farina. «Se qualcuno deve pagare per quell'articolo, quel qualcuno sono io». La grazia del presidente della Repubblica, però, Sallusti non la vuole. Nell'editoriale pubblicato questa mattina su Il Giornale, il direttore dimissionario ha infatti annunciato l'intenzione di non accettare misure alternative al carcere.

Nel frattempo, Alessandro Sallusti è stato rinviato a giudizio per un altro articolo risalente al periodo in cui era direttore di Libero. Il procedimento ha preso il via da una querela per diffamazione presentata da Maurizio Block, membro del Consiglio superiore della Magistratura militare, a causa di un'intervista firmata dalla giornalista Barbara Romano e pubblicata su Libero. In questo caso Sallusti è rinviato a giudizio per omesso controllo.

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