Crac San Raffaele, Daccò condannato a 10 anni

di Francesca Porta 

Il faccendiere è accusato di bancarotta fraudolente e associazione per delinquire nell'ambito dell'inchiesta sul dissesto finanziario del San Raffaele

Francesca Porta

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L'ospedale San Raffaele - Foto AP/LaPresse

L'ospedale San Raffaele - Foto AP/LaPresse

Dieci anni di reclusione. È questa la pena a cui è stato condannato Pierangelo Daccò, il faccendiere accusato di bancarotta fraudolenta e associazione per delinquere nell'inchiesta sul dissesto dell'ospedale San Raffaele.

A deciderlo è stato il gup di Milano Maria Cristina Mannocci al termine del procedimento con rito abbreviato a carico di Pierangelo Daccò e dell'imprenditore Andrea Bezziccheri: mentre quest'ultimo è stato assolto «per non aver commesso il fatto», Daccò è stato invece condannato al doppio della pena richiesta dall'accusa (cinque anni e sei mesi).

Il faccendiere, inoltre, dovrà versare subito una provvisionale di 5 milioni di euro alla Fondazione San Raffaele e ai commissari dell'ospedale, che attualmente si trova in concordato preventivo. La cifra è un anticipo del risarcimento alla parte lesa che sarà stabilito in sede civile.

«I processi terminano con la valutazione del giudice di legittimità (la Cassazione, ndr), dopo la rilettura che nel merito farà il giudice d'appello», ha commentato l'avvocato difensore di Daccò Gianpiero Biancolella. «Questa potrebbe essere una sentenza coi piedi d'argilla, tuttavia mi riservo di leggere le motivazioni. Gli elementi di condanna sono gli stessi per i quali la Cassazione aveva annullato la prima ordinanza di custodia cautelare».

Oltre a questo processo, Pierangelo Daccò dovrà presto affrontare anche l'inchiesta sulla Fondazione Maugeri, nella quale è indagato per corruzione in concorso con il governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni.

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