Costa Concordia, continua l'udienza per l'incidente probatorio

di Francesca Porta 

Nel secondo giorno i periti hanno concluso l'illustrazione del loro lavoro. Da domani previsti gli interventi delle parti in causa

Francesca Porta

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L'ex comandante Francesco Schettino arriva in aula - Foto
AP/LaPresse

L'ex comandante Francesco Schettino arriva in aula - Foto AP/LaPresse

Trascinandosi dietro uno strascico di polemiche, oggi è entrata nel vivo l'udienza per l'incidente probatorio sul naufragio della Costa Concordia. Il gip Valeria Montesarchio, nella grande sala del Teatro Moderno di Grossetto, ha ascoltato i periti illustrare la seconda parte delle 270 pagine della perizia.

Per prima cosa, gli esperti hanno descritto dettagliatamente l'analisi compiuta sulla falla di oltre 10 metri che il 13 gennaio, al momento dell'impatto con gli scogli dell'isola del Giglio, si è aperta sul fianco della nave. La definizione del danno provocato dalla falla è infatti considerato uno dei punti di partenza per la discussione sulle altre criticità verificatesi nell'emergenza, a partire dai tempi di reazione dell'equipaggio.

Secondo quanto rilevato dai periti, tre minuti dopo l'incidente l'ex comandante Francesco Schettino (anche oggi presente in aula) avrebbe avuto la «certezza di avere una falla a bordo, con una cospicua entrata d'acqua tanto da impedire l'ingresso nella sala macchine». Schettino avrebbe quindi dovuto informare subito l'equipaggio «per permettere loro di fronteggiare al meglio l'emergenza».

L'accusa non punta il dito solo contro le negligenze dell'ex comandante, bensì anche contro quelle della compagnia Costa Crociere che, secondo quanto riportato nella relazione conclusiva dell'inchiesta delle Capitanerie di Porto di Livorno, non si sarebbe «tempestivamente messa a disposizione delle autorità competenti» e avrebbe partecipato «attivamente alle decisioni prese a bordo».

Dalla perizia illustrata oggi emergono inoltre nuove telefonate tra il comandante Schettino e la Capitaneria di Porto. Alle 22.32 del 13 gennaio, 47 minuti dopo l'impatto, l'ex comandante dice: «Stiamo imbarcando acqua, tanto è calma piatta. E poi ci pensi Dio».

È chiaro, anche solo da queste ultime rivelazioni, che l'udienza è destinata a far discutere per molti giorni a venire. Soprattutto a partire da domani, quando sarà abbandonata la perizia per ascoltare gli interventi delle parti coinvolte nel procedimento.

Leggi anche:

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>>Ascolta la telefonata tra il comandante Schettino e la capitaneria

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