In arrivo il decreto sull'incandidabilità dei condannati

di Francesca Porta 

Il ministro Anna Maria Cancellieri ha annunciato che il testo con le nuove regole è quasi pronto. Sarà in vigore per le prossime elezioni

Francesca Porta

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Il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri - Foto Getty
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Il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri - Foto Getty Images

Il decreto legge con le nuove regole sull'incandidabilità dei condannati è quasi pronto. Mancano solo gli ultimi ritocchi e poi potrà passare al vaglio di Palazzo Chigi. Ad annunciarlo, a margine delle celebrazioni del 4 novembre, è stato il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri: «Ci stiamo lavorando. In settimana ci sarà un incontro con i ministri Paola Severino e Filippo Patroni Griffi per chiudere le ultime maglie del documento».

«È sicuro», ha detto il ministro Cancellieri, che il testo con le nuove regole sarà in vigore in tempo per le prossime elezioni. Non solo quelle politiche, ma anche le regionali di Lazio, Lombardia e Molise (che probabilmente si terranno il 27 gennaio).

Secondo le prime indiscrezioni, il decreto sancisce la non candidabilità di tutti coloro che sono stati condannati in via definitiva a una pena minima di due anni. Nella lista rientrano quindi i condannati per reati come corruzione, mafia e terrorismo e per reati di grave allarme sociale, come furti e rapine (non è invece indicato il reato di prostituzione minorile, quello che viene contestato a Silvio Berlusconi nel processo Ruby).

Chi ha una condanna di questo tipo non potrà candidarsi ad alcun incarico elettivo: Parlamento italiano, Parlamento europeo, Regioni, Province, Comuni, circoscrizioni, comunità montane, aziende e consorzi locali. Non solo: il nuovo testo prevede anche la decadenza degli eventuali condannati già eletti.

L'impossibilità di candidarsi avrà un termine commisurato alla gravità del reato commesso e della condanna subita. Se il reato è grave, l'incandidabilità potrebbe essere definitiva (come avviene per l'interdizione dai pubblici uffici), mentre se il reato è meno grave lo stop potrebbe durare alcuni anni. In ogni caso, è previsto l'obbligo di saltare una legislatura.

DA STYLE.IT

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