Il cappellano del carcere di San Vittore arrestato per violenza sessuale

di Francesca Porta 

Don Alberto Barin è accusato di aver ottenuto prestazioni sessuali da sei detenuti «come compenso per la fornitura di generi di conforto o per interessamento alla loro posizione carceraria»

Francesca Porta

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Il carcere di San Vittore, Milano - Foto d'archivio
AP/LaPresse

Il carcere di San Vittore, Milano - Foto d'archivio AP/LaPresse

Concussione e violenza sessuale. Sono queste le accuse contestate a don Alberto Barin, cappellano del carcere milanese di San Vittore arrestato oggi dagli agenti della polizia penitenziaria e della squadra mobile.

Secondo quanto dichiarato dal procuratore Edmondo Bruti Liberati in una nota, il sacerdote è stato denunciato da sei detenuti che lo hanno accusato di aver richiesto prestazioni sessuali in cambio di «generi di conforto» (come sigarette, dentrifici, shampoo e spiccioli) e di «interessamento alla loro posizione carceraria» (ad esempio la promessa di dare parere favorevole alla scarcerazione).

La prima denuncia è stata presentata la scorsa estate da un detenuto di origine africana, poi sono seguite le altre cinque, tutte fatte da detenuti extracomunitari di età compresa tra i 20 e i 22 anni. Le denunce hanno ovviamente portato all'avvio di un'indagine: dopo aver raccolto indizi e informazioni, gli inquirenti hanno installato delle telecamere nascosta nell'ufficio del cappellano e hanno ripreso le violenze.

Don Alberto Barin, 51 anni, lavora a San Vittore dal 1997 ed è noto in tutta Italia per i suoi interventi e le interviste rilasciate soprattutto negli ultimi anni sulla condizione dei detenuti nelle carceri. I reati contestategli risalgono a un periodo di sei anni, dal 2008 al 2012.

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