Primarie Pdl, Alfano: «Se ci sono indagati, non mi candido»

di Francesca Porta 

Il segretario del partito ha annunciato l'intenzione di ritirare la sua candidatura qualora alle primarie partecipassero dei candidati indagati

Francesca Porta

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Il segretario del Pdl Angelino Alfano - Foto AP/LaPresse

Il segretario del Pdl Angelino Alfano - Foto AP/LaPresse

«Se ci saranno dei candidati indagati, non ci sarò io». La posizione di Angelino Alfano non potrebbe essere più chiara: se in lista dovessero esserci candidati indagati, il segretario del Pdl rinuncerebbe a partecipare alle primarie del centrodestra: «Si tratta di aprire una fase nuova e io non sono disponibile a gareggiare in un contesto che non è quello giusto».

Alfano non cita nessuno in particolare, ma il riferimento sembra chiaro: solo ieri, infatti, è giunta notizia che il finanziere Alessandro Proto (che aveva annunciato l'intenzione di correre per le primarie) è indagato dalla Procura di Milano per aggiotaggio e truffa.

Le dichiarazioni del segretario del Pdl hanno ovviamente provocato una replica: «Sono vittima di una macchina del fango», ha detto Proto. «Le parole dell'onorevole Alfano chiariscono le false voci sulle presunte indagini a mio carico circolate ieri dopo aver formalizzato la mia candidatura alle primarie del Pdl. Sono più che convinto che questa volta la magistratura a orologeria è stata spinta da qualcuno del Pdl».

La questione è comunque destinata ad arrivare molto presto a una definizione. Essendo infatti le primarie convocate per il 16 dicembre, entro domenica 25 novembre dovranno essere formalizzate tutte le candidature.

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