Le doti femminili che
ci salveranno dalla crisi

di Alice Politi 

Uno studio sulla leadership di genere in Italia, condotto da AstraRicerche e commissionato da Camomilla Milano, fa il punto sulle disparità ancora diffuse fra i sessi, sui micro cambiamenti che fanno ben sperare, sulle doti personali in cui le donne ampiamente battono gli uomini. E che possono condurci a una svolta...

Alice Politi

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Stiamo cambiando. Come donne, sempre più brave, esperte, smart sul fronte della professione, multitasking e organizzate nella conciliazione casa-lavoro. Come uomini, più attenti alle esigenze della famiglia e dei figli, e (incredibile ma vero) più collaborativi nella gestione della casa.
Piccolissimi cambiamenti, certo. Che fotografano un'Italia ancora arroccata su anacronistiche differenze di ruolo, ma anche in silenziosa, costante microevoluzione rispetto a vent'anni fa.

Lo dimostra uno studio commissionato dall'azienda Camomilla Milano e condotto dall'istituto AstraRicerche che ha messo sotto osservazione 1219 italiani di entrambi i sessi e di età compresa tra i 18 e i 54 anni, per fare il punto sulla condizione femminile.
«L'idea di questa ricerca è nata dalla curiosità di capire come si stanno evolvendo le donne, nelle loro competenze e nei loro ruoli sociali», spiega Grazia Belloni, fondatrice insieme al marito Maurizio dell'azienda italiana celebre per la produzione di accessori eleganti e romantici. «Per indagare e comprendere meglio le esigenze femminili, nel 2009 abbiamo infatti creato l'Osservatorio Camomilla Milano con l'obiettivo di promuovere ogni anno ricerche specifiche su temi di grande attualità per donne, società, cultura e mercato».

Mettendo uomini e donne a confronto sulla leadership di genere si è voluto questa volta verificare quali aspetti della vita coinvolgano e impegnino ancora prevalentemente le donne e quali, invece, gli uomini.

E proprio le donne, ennesima conferma, hanno un predominio fortissimo nella gestione della casa (77% del campione, contro un 2% di gestione maschile e un 21% di gestione alla pari), nell'ambito degli acquisti, (dove l'impegno è paritario nel 42% dei casi, ma le donne continuano a battere gli uomini 56% a 2%) e anche nel rapporto con i figli, "territorio rosa" per il 50% dei casi, ma misto nel 48% e solo maschile per il 2%.

Ancora "roccaforte" prevalentemente maschile l'ambito dei guadagni (il 45% degli uomini contro il 5% femminile e un 50% che parla, invece, di raggiunta parità); un po' meno sul fronte della carriera, dove le donne sembrano aver recuperato (37% maschile contro 6% femminile ma un 57% di parità) e via via di meno se si parla di viaggi e tempo libero (il 73% di uguaglianza, contro il 13% di predominio maschile e l'8% femminile) e di amicizia (64% di parità contro un 21% maschile rispetto a un 15% femminile).

Il campo in cui predomina il co-impegno fra lui e lei (59%), facile a dirsi, è quello dell'amore, anche se le donne investono comunque di più nel 38% dei casi, contro il 3% maschile.

«Se da un lato si confermano quindi storiche disparità, dall'altro alcune distanze si stanno a poco a poco assottigliano, lasciando intravvedere maggiore uguaglianza e collaborazione sullo stesso piano dei due generi», spiega Enrico Finzi, presidente di AstraRicerche e autore del saggio Felici malgrado. «Si tratta di microcambiamenti, è vero, ma significativi».

Ciò che più emerge dal quadro elaborato è che, rispetto alle attività, le donne risultano totalmente imbattute nell'ambito delle doti personali: per la capacità organizzativa (43% di predominio femminile contro l'11% maschile), per la spiritualità (35% a 3%), per la tolleranza e il rispetto degli altri (31% a 5%), per la capacità di risolvere e gestire i problemi (30% a 14%), per l'efficienza e la concretezza (29% a 17%), per la solidarietà e generosità (28% a 5%), per la positività e l'ottimismo (19% a 10%), per l'etica (le donne sono più "per bene" 17% a 4%), per l'allegria (15% a 7%), per la simpatia e la cordialità (14% a 10%).

Solo in un ambito particolare, gli uomini vincono 24% a 9%: l'autostima. «È il principale problema delle donne quello di avere ancora poca sicurezza e fiducia in loro stesse», commenta Finzi. «In verità, il dato davvero significativo è la quantità e la qualità delle doti personali femminili che davvero possono determinare (e lo stanno già facendo) una svolta in ambito sociale. Le donne sono infatti più multitasking, positive, solidali, efficienti, disponibili a prendersi cura. Le donne sono più "per bene". Come dire: la crisi l'han creata gli uomini, le donne ci tireranno fuori».

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