Primarie centrosinistra, Bersani vince con il 61%

di Francesca Porta 

Matteo Renzi si ferma al 38,89%: «Era giusto provarci, è stato bello»

Francesca Porta

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Pierluigi Bersani è il candidato premier del centrosinistra. A deciderlo, dopo settimane di campagna elettorale e di polemiche, sono stati i tanti elettori (oltre 2,5 milioni) che ieri hanno partecipato al balottaggio della coalizione Italia Bene Comune. Il risultato è stato chiaro già pochi minuti dopo l'inizio dello spoglio delle schede: il segretario del Pd ha infatti velocemente superato il 61%.

Lo sfidante Matteo Renzi, invece, si è fermato al 38,8%. E, con grande fair play, ha presto telefonato al segretario: «Ho chiamato Bersani per fargli i complimenti. La sua è una vittoria netta che nessuna polemica sulle regole può mettere in discussione. Il mio messaggio non è arrivato. Colpa mia. Era giusto provarci, è stato bello».

«Fori dalla Toscana (unica regione vinta da Renzi, ndr) non sono riuscito a scrollarmi di dosso l'immagine del ragazzetto ambizioso, che vuole fare chissà cosa», ha continuato il sindaco di Firenze. «La nostra scommessa, invece, non era l'ambizione di un ragazzetto, né una battaglia di testimonianza. Noi volevamo prendere in mano il governo del Paese, non ce l'abbiamo fatta».

Ora, ha concluso Matteo Renzi dopo aver ringraziato i suoi collaboratori e tutti i volontari della campagna, «saremo leali col segretario». Le affermazioni del giovane sindaco sono state accolte con gioia da Bersani: «Grazie a Matteo per le parole affettuose che mi ha voluto rivolgere. Renzi ha dato un grande contributo, ha offerto un senso a queste primarie per farle vivere in modo vero. La sua è stata una presenza forte e fresca. Con Matteo, oggi, non è più tempo di competizione».

Dopo aver ringraziato tutti i candidati alle primarie, i suoi collaboratori, i volontari e gli elettori, il candidato premier del centrosinistra ha parlato a lungo del futuro. «Ora dobbiamo alzare la nostra asticella: dobbiamo vincere, ma non si può vincere raccontando favole. La mamma della demagogia e del populismo è sempre incinta, noi dobbiamo prendere un'altra chiave, dobbiamo vincere senza raccontare favole».

«Dobbiamo darci un profilo di governo, questa è la prima cosa», ha continuato Bersani. «Come seconda cosa, voglio costruire uno spazio per le nuove generazioni. Voglio portare avanti il rinnovamento dei dirigenti, è un percorso che bisogna continuare a seguire. Ora si apre un nuovo capitolo: e vi assicuro che non ci sarà un uomo solo al comando. Si governa con il popolo. Lavoreremo insieme, con tranquillità e forza, serenità e decisione. E mettiamoci anche un po' di allegria».

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