Regione Lombardia, 40 consiglieri indagati per peculato

di Francesca Porta 

Gli investigatori della Guardia di Finanza avrebbero accertato un utilizzo illecito dei rimborsi regionali dei gruppi consiliari Pdl e Lega Nord

Francesca Porta

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Il Consiglio regionale della Lombardia - Foto d'archivio -
AP/LaPresse

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Utilizzo illecito dei rimborsi regionali. È questa l'accusa per cui una quarantina di consiglieri della Regione Lombardia sono indagati nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Milano. Secondo quanto anticipato questa mattina dal quotidiano Repubblica e poi riportato dalle agenzie di stampa, l'indagine, coordinata dal procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e condotta dalla Guardia di Finanza, vede coinvolti consiglieri del Pdl e della Lega Nord.

L'ipotesi di reato è peculato. Il sospetto degli investigatori è quello che i consiglieri abbiano ottenuto rimborsi regionali (dunque soldi pubblici) per spese di natura personale. Ad esempio? Cene e cocktail non riconducibili a impegni professionali, cappuccini e brioche, acquisti di beni alimentari, sigarette e persino videogiochi. Tra gli oggetti acquistati con i rimborsi, inoltre, ci sarebbero anche delle munizioni da caccia da 750 euro.

L'indagine ha preso il via lo scorso 10 ottobre, quando i finanzieri del Nucleo di Polizia tributaria si sono recati in Regione Lombardia con un decreto di esibizione di documenti e avevano acquisito i rendiconti dei gruppi consiliari lombardi. Allora gli indagati erano tre: l'ex vicepresidente del Consiglio regionale Davide Boni (Lega Nord), l'ex assessore Franco Nicoli Cristiani (Pdl) e l'ex assessore Massimo Buscemi (Pdl).

Indagando sulle loro spese, i finanzieri hanno trovato indizi sospetti anche sulle spese di diversi altri consiglieri, come i capigruppo Paolo Valentini (Pdl) e Stefano Galli (Lega Nord), ma anche Nicole Minetti e Renzo Bossi. Da qui, dunque, l'inchiesta si è allargata fino ad arrivare a coinvolgere la maggior parte della Giunta uscente guidata dal governatore Roberto Formigoni.

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