Bersani: «Basta campagna cabaret, parliamo dell'Italia»

di Francesca Porta 

Il segretario del Pd ha aperto la campagna elettorale rivolgendosi ai giovani: «Avviamo la riscossa civica, morale ed economica del Paese»

Francesca Porta

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Il segretario del Pd Pierluigi Bersani al teatro Ambra Jovinelli
di Roma - Foto AP/LaPresse

Il segretario del Pd Pierluigi Bersani al teatro Ambra Jovinelli di Roma - Foto AP/LaPresse

«Il nostro obiettivo profondo si chiama riscossa civica e morale. Si chiama onestà. Che è una virtù privata, ma è un anche un bene pubblico». Sono queste le parole usate da Pierluigi Bersani per aprire la campagna elettorale del Partito Democratico.

Dal palco del teatro romano Ambra Jovinelli, il segretario del Pd (e vincitore delle primarie del centrosinistra) ha parlato ai giovani militanti invitandoli a credere che «la buona politica è possibile». Accanto a lui sono seduti Anna Ascani, 25 anni, candidata alla Camera in Umbria, Enzo Lattuca, 26 anni, candidato alla Camera in Emilia, e Valentina Paris, 30 anni, candidata alla Camera in Campania. «Questo è il rinnovamento», dice Bersani indicandoli.

Il segretario parla poi della campagna elettorale, che secondo lui «si sta mettendo fuori dai binari». «Non sono soddisfatto» - dice - «in questi termini noi non ci stiamo: non stiamo in una campagna fatta solo in termini di politicismo e cabaret. Sono abbastanza allibito dal fatto che ci sia il cabaret per avre un titolo, mente siamo davanti a un Paese che ha bisogno di essere ricostruito. Noi parleremo dell'Italia, delle italiane e degli italiani».

Bersani ha poi puntato il dito contro quelli da lui definiti «personalismi» e ha rivendicato la decisione di non mettere il proprio nome sul simbolo elettorale del partito. «Io sono l'unico candidato a non aver messo il nome sul simbolo, pur essendo stato scelto da oltre tre milioni di persone per fare il candidato premier. Sistemi organizzati su una persona, che spesso si sceglie da sola sono un tumore che rendono la democrazia ingessata, inefficace e impotente», ha concluso il segretario. «Io so che nel Pd Bersani c'è per un po', ma il Pd ci sarà anche tra venti, cinquanta e cento anni».

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