Liste Pdl, Cosentino:
«Non vendo la dignità
per l'immunità»

di Francesca Porta 

Il coordinatore campano è stato escluso dalle liste del partito perché indagato. Berlusconi: «Scelta dolorosa»

Francesca Porta

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Nicola Cosentino durante la conferenza stampa all'Hotel
Excelsior di Napoli - Foto AP/LaPresse

Nicola Cosentino durante la conferenza stampa all'Hotel Excelsior di Napoli - Foto AP/LaPresse

«Accetto l'esclusione dalle liste senza nessuna polemica. Se può servire a prendere qualche voto in più e battere queste sinistre, va bene». È così che il coordinatore campano del Pdl Nicola Cosentino ha commentato la decisione del partito di escluderlo dalle liste dei elettorali perché indagato per presunti rapporti con la camorra.

Dopo giorni di discussioni e polemiche interne, oggi Cosentino ha chiarito la sua posizione durante una conferenza stampa all'Hotel Excelsior di Napoli. «Non ho fatto un passo indietro», ha detto il coordinatore. «Ho lottato fino alla fine per ottenere una candidatura, ma non per una questione di immunità. Avrei potuto candidarmi con uno dei tanti partiti che me l'hanno offerto. Ma io non vendo la dignità per l'immunità , penso valga molto di più la prima».

«Sono pronto ad affrontare il carcere con la mia dignità», ha continuato Cosentino. «Ora mi impegnerò nelle vicende penali che mi coinvolgono, mi dedicherò a dimostrare la mia assoluta innocenza». E, ha poi aggiunto, «continuo a rimanere fortemente vincolato al progetto del Pdl. Non potrò partecipare direttamente alla competizione, ma lo farò con il cuore».

Nessun rancore, dunque, con il Pdl? «Ho profonda stima per tutto il gruppo dirigente del Pdl, fino a notte fonda sono stato a Palazzo Chigi per dare il mio contributo nell'organizzazione delle liste», ha detto Cosentino. «Si è detto che sono quasi venuto alle mani con Angelino Alfano. Ma no, io non ho niente contro i perdenti di successo. Ho profonda stima di Angelino». Nessun rancore, dunque, o quasi.

«È stato montato nel corso del tempo un caso Cosentino», ha spiegato. «Una montatura creata sul modello di quella che nel 2010 mi ha impedito di correre per la presidenza della Regione Campania. Su di me c'è stato un accanimento mediatico, io sono il capo degli impresentabili. Potevo portare voti al partito a livello locale, ma farne perdere a livello nazionale. Ringrazio Silvio Berlusconi, persona straordinaria alla quale mi lega un rapporto di stima e amicizia, per le opportunità che mi ha dato».

Da parte sua, il Cavaliere ha parlato della questione degli "esclusi" in un'intervista a Studio Aperto (senza però fare il nome di Cosentino): «È stata una scelta dolorosa», ha detto. «Abbiamo dovuto chiedere ai nostri amici e colleghi di rinunciare a essere presenti nelle liste elettorali perché dei pm politicizzati li avevano attaccati e questo fatto è stato divulgato dai media ed era qualcosa che poteva diminuire il consenso».

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