Elezioni, Bersani in testa nei sondaggi

di Francesca Porta 

Secondo il sondaggio Demos pubblicato oggi su La Repubblica, a un mese dal voto il centrosinistra supera il centrodestra di quasi 12 punti

Francesca Porta

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Alcuni dei simboli presentati al Viminale in vista delle
prossime elezioni - AP/LaPresse

Alcuni dei simboli presentati al Viminale in vista delle prossime elezioni - AP/LaPresse

Le liste sono state presentate, i manifesti sono stati affissi, è scattata la par condicio. Ormai da alcune settimane, la campagna elettorale è entrata nel vivo e fervono i dibattiti, i pronostici e i sondaggi.

Oggi, a un mese esatto di distanza dal 25 febbraio, il quotidiano La Repubblica ha pubblicato un sondaggio degli orientamenti elettorali realizzato da Demos. Secondo i dati raccolti su un campione di 1222 persone, la coalizione di centrosinistra guidata da Pierluigi Bersani sarebbe in vantaggio di quasi 12 punti rispetto al centrodestra di Silvio Berlusconi.

Per quanto riguarda la Camera dei Deputati, il centrosinistra sarebbe al 38,1% (33,5% il Pd; 4% Sel; 0,6% gli altri movimenti e partiti), contro il 25,8% del centrodestra (18,1% il Pdl; 4,5% la Lega Nord; 3,3% gli altri partiti e movimenti). La coalizione guidata da Mario Monti, invece, si attesterebbe attorno al 16,2% (18,1% Scelta Civica; 3,6% l'Udc; 1% gli altri partiti), mentre il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo sarebbe al 18%. A molti punti di distanza, fermo al 4,5%, ci sarebbe Antonio Ingroia con la sua Rivoluzione Civile.

Al Senato, invece, il centrosinistra raggiungerebbe il 38,5% (34,9% il Pd; 3% Sel; 0,6% gli altri partiti e movimenti), contro il 25,9% del centrodestra (18,7% il Pdl; 4,4% la Lega Nord; 2,8% gli altri movimenti e partiti). Mario Monti, che al Senato è appoggiato da una lista unica, arriverebbe al 16,1%, contro il 12,1% del Movimento 5 Stelle e il 4,6% di Rivoluzione Civile.

In base a questo sondaggio, dunque, il centrosinistra sarebbe in vantaggio di quasi 12 punti, non solo alla Camera, ma anche al Senato. Il Pd, con il 33,5% alla Camera e il 34,9% al Senato, sarebbe il primo partito italiano. La forbice che li distanzia dal secondo partito sarebbe davvero larga, essendo il Pdl quotato intorno al 18%.

Silvio Berlusconi, però, non sembra essere d'accordo. Questa mattina, intervenendo su Canale 5 nel corso de La Telefonata di Maurizio Belpietro, il leader di coalizione del centrodestra ha parlato di dati molti diversi: «Ora c'è un margine davvero stretto con il competitore. In poche settimane abbiamo recuperato 10 punti e al Senato il margine è ormai inesistente ed è inferiore di 5 punti alla Camera. Nelle Regioni più importanti vinciamo noi».

Come sempre in questi casi, ognuno ha i suoi sondaggi. Quel che è certo è che, a un mese dal voto, circa il 16% degli elettori è propenso all'astensione e che il 14% è ancora incerto sul da farsi. E questo è sicuramente un dato da non sottovalutare.

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