Mps, Draghi: «Bankitalia fu corretta e veloce»

di Francesca Porta 

Il presidente della Bce commenta il caso Monte Paschi di Siena difendendo l'operato della Banca d'Italia: «Ho firmato io entrambe le ispezioni»

Francesca Porta

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La sede della banca Monte dei Paschi di Siena - Foto
AP/LaPresse

La sede della banca Monte dei Paschi di Siena - Foto AP/LaPresse

«La Banca d'Italia ha fatto tutto quello che doveva e ha agito velocemente». È con queste parole che oggi il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi si è inserito nel dibattito sul caso Monte Paschi di Siena.

Con l'obiettivo di difendere l'operato di Bankitalia, Draghi (che allora era presidente dell'Istituto) ha infatti dichiarato: «Ho firmato io entrambe le ispezioni sul Monte Paschi. C'è un rapporto dettagliato in merito. Se c'è una cosa che questa storia insegna è che più poteri all'autorità di vigilanza avrebbero aiutato».

«Le tante voci dovrebbero essere liquidate come il classico "rumore" prodotto da una campagna elettorale», ha concluso Draghi. «Ora alla banca senese spetta il compito di portare avanti il programma di ristrutturazione, ritornando in salute e in grado di generare profitti».

In questo senso oggi ha parlato anche Fabrizio Viola, l'attuale amministratore delegato del Monte dei Paschi: «Non ci sono altre Santorini, non c'è fuga di depositi, si va avanti con il piano aziendale che vede il rafforzamento dell'attività commerciale della terza banca del Paese. Ora c'è trasparenza, abbassiamo i riflettori».

Queste parole, unite all'annuncio del rinvio al 2016 della scadenza entro la quale dovranno essere rimborsati i Monti bond, sono state accolte positivamente da Piazza Affari: il titolo Mps ha iniziato a salire all'apertura della Borsa ed è arrivato a un rialzo dell'8%.

Intanto, la Procura di Siena ha ordinato il sequestro di circa 40 milioni di euro a carico dell'ex capo dell'area finanziaria di Mps Gianluca Baldassarri, del suo vice Alessandro Toccafondi e dei manager Fabrizio Cerasani, David Ionni e Luca Borrone. Secondo gli inquirenti, «è certa la provenienza illecita delle liquidità e dei totali complessivamente amministrati (da queste cinque persone, ndr)».

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