Sondaggi: Bersani in testa, ma Berlusconi cresce

di Francesca Porta 

Nelle ultime rilevazioni prima dello stop dettato dalla par condicio il centrosinistra è intorno al 34%, mentre la coalizione di Berlusconi supera il 28%

Francesca Porta

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Foto Ansa

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La forbice si stringe. A due settimane dalle elezioni politiche, il divario tra centrosinistra e centrodestra si è notevolmente assottigliato. Secondo i sondaggi pubblicati oggi, gli ultimi prima del silenzio imposto dalla legge sulla par condicio, tra i due schieramenti ci sarebbero infatti "solo" 6 o 7 punti di distacco.

Secondo il sondaggio realizzato da Demos per il quotidiano La Repubblica, se oggi ci fossero le elezioni il 34,1% voterebbe alla Camera la coalizione guidata da Pierluigi Bersani (29,9% Pd; 3,7% Sel; 0,5% gli altri partiti di centrosinistra), mentre il 28,6% sceglierebbe invece la formazione di Silvio Berlusconi (20,4% Pdl; 5% Lega Nord; 3,2% gli altri partiti e movimenti di centrodestra).

Sempre alla Camera, il 16% degli elettori italiani voterebbe Mario Monti (11,5% Scelta Civica; 3,5% Udc; 1% gli altri partiti di area centrista). Stessa percentuale per il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, mentre Rivoluzione Civile, guidata da Antonio Ingroia, arriverebbe al 4% delle preferenze.

Rispetto al sondaggio Demos del 25 gennaio, il divario tra centrosinistra e centrodestra di è dimezzato: allora i punti di distacco erano 12, ora sono poco più di 6. La coalizione di Bersani ha perso tre punti, probabilmente con la complicità (soprattutto per quanto riguarda il dato relativo al Pd) dello scoppio dello scandalo Monte Paschi di Siena. Contemporaneamente va registrata la crescita del centrodestra e del Pdl, che nelle ultime due settimane ha guadagnato oltre due punti.

Per quanto riguarda invece il Senato, le stime Demos sono state fatte con un'indagine sulla regione-chiave, la Lombardia. Qui il 34,2% ha dichiarato di aver intenzione di votare la coalizione di centrosinistra, mentre il 32,5% sceglierebbe invece il centrodestra. La forbice, appunto, è strettissima.

Fuori dalla Lombardia, il divario sembrerebbe più ampio: secondo i dati rilevati da Ipsos per Il Sole 24Ore, al Senato Bersani sarebbe al 35,6%, Berlusconi al 28,9% e Monti al 14%. I numeri fotografano comunque chiaramente il rischio di un Senato spaccato a metà, senza una maggioranza stabile che possa garantire la governabilità.

Infine, questi ultimi sondaggi rilevano una diminuzione della percentuale degli elettori indecisi o astenuti. Secondo Demos, oggi l'area grigia si attesta attorno al 25%, mentre a gennaio era ancora al 30% (lo scorso settembre al 47%). I dati Ipsos-Sole calcolano il 29,3% degli indecisi-astenuti, contro il 31% del mese di gennaio.

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