Governo, Renzi: «Non pugnalo Bersani alle spalle»

di Francesca Porta 

Dopo giorni di silenzio, il sindaco di Firenze ha commentato i risultati elettorali e ha confermato la sua lealtà al segretario del Pd

Francesca Porta

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Matteo Renzi - Foto AP/LaPresse

Matteo Renzi - Foto AP/LaPresse

Matteo Renzi ha deciso di parlare. A ormai quasi cinque giorni dalle elezioni, il sindaco di Firenze ha rotto il silenzio in cui si era sobriamente trincerato. «A forza di star zitto mi attribuiscono di tutto», ha scritto Renzi sulla newsletter del suo sito. «Intrighi, progetti, desideri. In attesa che qualcuno scriva della mia candidatura al prossimo conclave, allora, torno a scrivere per dire ciò che penso davvero».

E cosa pensa davvero Matteo Renzi? È presto detto. «Le elezioni. Niente giri di parole: il centrosinistra le ha perse», scrive il sindaco fiorentino. «E non si dica "ah, gli italiani si sono fatti abbindolare, non ci hanno capito" come ha detto qualche solone dei nostri in tv nelle ore della débacle. Gli italiani capiscono benissimo i politici: casomai non sempre avviene il contrario».

«Io quello che avevo da dire l'ho detto alle primarie. Non ce l'ho fatta, mi sono preso la mia responsabilità», continua Matteo Renzi. «Ho praticato la lealtà in tutta la campagna elettorale: non perché mi convenisse, ma perché è giusto rispettare i risultati, sempre. Oggi non dirò: "Ma io ve l'avevo detto"»

«Quelli che sono stati zitti durante le primarie e che poi ci spiegano che loro avevano capito tutto sono insopportabili: passi saltare sul carro del vincitore, ma adesso affollare quello del perdente mi suona ridicolo. Io ho combattuto Bersani a viso aperto quando non lo faceva nessuno, guardandolo negli occhi. Non lo pugnalo alle spalle, oggi: chiaro? Nello zoo del Pd ci sono già troppi tacchini sui tetti e troppi giaguari da smacchiare per permettersi gli sciacalli del giorno dopo».

Lo sfidante delle primarie si schiera dunque ancora una volta a fianco del segretario. Anche sull'atteggiamento da tenere con Beppe Grillo, che ancora oggi si è rivolto al Pd con toni duri («mercato delle vacche», «Renzi e Bersani, facce come il c...o»).

«Trovo sbagliato e dannoso inseguire Beppe Grillo sul suo terreno, quello delle dichiarazioni ad effetto. Quello della frase di tutti i giorni. Tanto lui cambia idea su tutto, la storia di questi ultimi 30 anni lo dimostra. Grillo non va rincorso, va sfidato. Sulle cose di cui parla, spesso senza conoscerle», scrive infatti Renzi. Che poi conclude: «Adesso scriviamo una pagina di storia nuova».

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