Processo Ruby, il pm Fiorillo in aula: «Mai affidata alla Minetti»

di Francesca Porta 

Nell'ultima udienza dell'istruttoria i giudici hanno ascoltato la testimonianza del magistrato dei minori Annamaria Fiorillo

Francesca Porta

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Il pm Annamaria Fiorillo - Foto Ansa

Il pm Annamaria Fiorillo - Foto Ansa

«Diedi disposizioni perché Karima fosse affidata a una comunità per minori. Nessun magistrato degno di questo nome avrebbe affidato la ragazza a Nicole Minetti». Sono queste le parole pronunciate questa mattina dal pm dei minori Annamaria Fiorillo nel corso dell'udienza del processo Ruby.

Ascoltata dai giudici come ultimo teste del dibattimento, la Fiorillo ha raccontato gli eventi della notte tra il 27 e il 28 maggio 2010, quando Karima El Mahroug (allora minorenne) fu fermata per il furto di 3000 euro e condotta in Questura a Milano. «Sospettai che la ragazza svolgesse attività di prostituzione e diedi disposizioni perché venisse fotosegnalata e poi affidata a una comunità per minori», ha detto il pm.

Dopo la mezzanotte, però, Annamaria Fiorillo ricevette quattro telefonate dalla Questura. Prima il commissario Giorgia Iafrate le comunicò che «non c'erano posti disponibili in comunità», poi disse che «si era presentata una consigliera ministeriale, tale Minetti, che si era offerta di prendere in affido la minore».

A quel punto, ha raccontato il magistrato, «chiesi a che titolo quella persona si era offerta di prendere in affido la ragazza», dato che quella di "consigliera ministeriale" era «una carica che non conoscevo». La Iafrate le spiegò dunque che Nicole Minetti aveva detto di «essere stata incaricata perché si trattava della nipote di Mubarak».

«Rimasi incredula», ha dichiarato oggi in aula la Fiorillo. «Feci alcuni commenti e osservai: "Se mi avete detto che è marocchina, tutt'al più è figlia del re del Marocco". Poi precisai che doveva esserci l'intervento del consolato egiziano, almeno una nota o una comunicazione per consentire un affidamento di questo tipo».

Le cose, come sappiamo, andarono diversamente. Karima El Mahroug uscì dalla Questura insieme all'allora consigliere regionale Nicole Minetti. «Usai toni decisi, dissi alla Iafrate che se non avesse eseguito le mie disposizioni se ne sarebbe assunta la responsabilità», ha concluso la Fiorillo. «Fu una telefonata indimenticabile. Non mi era mai successo che dall'altra parte ci fosse una persona che non voleva ascoltarmi».

Con la testimonianza del pm Annamaria Fiorillo si è chiusa la fase dell'istruttoria dibattimentale. Ora ci saranno le requisitorie finale e poi, probabilmente già venerdì 8 marzo, la sentenza in primo grado.

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