Farnesina: «I due marò restano in Italia»

di Francesca Porta 

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non torneranno in India alla scadenza del permesso concesso loro in occasione delle elezioni. Le autorità indiane: «Vanno processati qui»

Francesca Porta

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I due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone - Foto
AP/LaPresse

I due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone - Foto AP/LaPresse

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due marò italiani sotto processo in India per aver ucciso due pescatori, non rientreranno a New Delhi alla scadenza del permesso concesso loro in occasione delle elezioni politiche. I due resteranno in Italia perché «la condotta delle Autorità indiane ha violato il diritto internazionale».

Ad affermarlo, in una nota ufficiale, è stato il ministro degli Esteri Giulio Terzi. «L'Italia ha informato il governo indiano che, stante la formale instaurazione di una controversia internazionale tra i due Stati, i fucilieri di Marina non faranno rientro in India», si legge sul documento.

«All'indomani della sentenza del 18 gennaio della Corte Suprema indiana, l'Italia ha proposto al governo di New Dehli l'avvio di un dialogo bilaterale per la ricerca di una soluzione diplomatica del caso, come suggerito dalla stessa Corte, là dove richiamava l'ipotesi di una cooperazione tra Stati nella lotta alla pirateria, secondo quanto prevede la Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (Unclos)».

«Alla luce della mancata risposta dell'India alla richiesta italiana di attivare tali forme di cooperazione» - spiega la Farnesina - «il governo italiano ritiene che sussista una controversia con l'India avente oggetto le regole contenute nella predetta convenzione e i principi generali di diritto internazionale applicabili alla vicenda».

Nella nota, infine, il ministero ribadisce «formalmente al governo indiano la propria disponibilità di giungere a un accordo per una soluzione della controversia, anche attraverso un arbitrato internazionale o una risoluzione giudiziaria».

La decisione italiana ha scatenato l'ira dell'India. «I due marò italiani devono essere processati in India secondo le leggi indiane», ha dichiarato una fonte diplomatica indiana all'Onu. «Ogni commento specifico è prematuro, ma è chiaro che i due dovranno affrontare il processo in India».

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