Napolitano al Pdl: «Indipendenza dei magistrati non si discute»

di Francesca Porta 

Dopo la protesta inscenata ieri a Milano dai parlamentari del Pdl, il presidente della Repubblica si è detto «rammaricato» e ha fatto appello a «un comune senso di responsabilità»

Francesca Porta

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Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - Foto
AP/LaPresse

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - Foto AP/LaPresse

Rammarico. È questo il sentimento espresso oggi dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alla fine dell'incontro con il segretario del Pdl Angelino Alfano e i delegati del partito Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri. «Rammarico per il riaccendersi di tensioni e contrapposizioni tra politica e giustizia», si legge sulla nota del Quirinale. «Rammarico, in particolare, per quanto è accaduto ieri ed è sfociato in una manifestazione politica senza precedenti all'interno del palazzo di giustizia di Milano».

Il Capo dello Stato si riferisce, ovviamente, alla "marcia sul tribunale" organizzata ieri dai parlamentari del Pdl in segno di protesta per i procedimenti intentati contro Silvio Berlusconi. All'indomani della manifestazione, il presidente Napolitano ha ascoltato i rappresentanti del partito parlare delle loro «preoccupazioni di carattere politico-istituzionale per i recenti sviluppi delle vicende giudiziarie riguardanti il leader del loro partito e capo della loro coalizione».

«I rappresentanti del Pdl» - si legge ancora sulla nota del Colle - «hanno altresì espresso piena consapevolezza della natura delle responsabilità e delle prerogative del Capo dello Stato che non può interferire nell'esercizio del potere giudiziario, e quindi non gli anno rivolto alcuna richiesta di impropri interventi in materia. Il Capo dello Stato, nel fare appello a un comune e generale senso di responsabilità perché non appaia messa in questione né la libertà di espressione di ogni dissenso né l'autonomia e l'indipendenza della magistratura, ha auspicato un immediato cambiamento del clima venutosi a creare».

Da parte sua, Angelino Alfano ha parlato di un incontro «molto rispettoso, chiaro e schietto con il presidente». «La nostra posizione» - ha dichiarato il segretario - «è nota: è in corso un tentativo di eliminazione per via giudiziaria del leader del centrodestra italiano che milioni di elettori hanno nuovamente scelto con un consenso che ha prodotto un sostanziale pareggio alle ultime elezioni».

«Napolitano ha ascoltato con grande attenzione le nostre preoccupazioni», ha concluso Alfano plaudendo alla decisione del Capo dello Stato di convocare per un incontro il comitato di presidenza del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm).

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