Come si eleggono i presidenti di Camera e Senato

di Francesca Porta 

Il 15 marzo è prevista la prima seduta del nuovo Parlamento, chiamato innanzitutto a scegliere i presidenti delle Camere. Ecco come funziona l'elezione

Francesca Porta

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L'aula del Senato - Foto AP/LaPresse

L'aula del Senato - Foto AP/LaPresse

Venerdì 15 marzo, a venti giorni esatti dalle elezioni politiche, si insedierà il nuovo Parlamento italiano. Alle ore 10.30 toccherà alla Camera dei Deputati, mentre alle 11 si riunirà anche il Senato della Repubblica. A dirigere i lavori saranno, rispettivamente, Antonio Leone (il vicepresidente più anziano rieletto tra quelli uscenti) ed Emilio Colombo (il senatore più anziano dopo Giulio Andreotti, che presumibilmente rinuncerà a presiedere la seduta).

Nelle sedute di insediamento, si sa, andranno innanzitutto nominati i presidenti delle due Camere. Un compito tutt'altro che semplice, soprattutto in questo caso, visti i risultati delle consultazioni del 24 e 25 febbraio. Ma come si eleggono i due presidenti? Ecco cosa prevede la legge italiana.

Elezione del presidente della Camera dei Deputati

Il voto è segreto e avviene grazie all'ausilio di apposite schede. Per l'elezione del presidente è richiesta la maggioranza dei due terzi dei componenti della Camera nella prima votazione, mentre nella seconda e terza votazione è richiesta la maggioranza dei due terzi dei votanti. Se dopo tre scrutini non sarà stato raggiunto il quorum necessario, allora si procederà a una quarta votazione nella quale basterà ottenere la maggioranza assoluta.

Elezione del presidente del Senato della Repubblica

Come per la Camera, anche qui il voto è segreto e avviene grazie all'ausilio di apposite schede. A differenza di quanto avviene a Montecitorio, però, per eleggere il presidente del Senato nelle prime due votazioni è richiesta la maggioranza assoluta dei componenti dell'Assemblea. Se nessun candidato avrà ottenuto la maggioranza assoluta, allora si procederà (il giorno successivo) con una terza votazione nella quale è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti dei presenti. Se anche nella terza votazione non verrà eletto il presidente, si procederà al ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti nello scrutinio precedente e verrà proclamato eletto quello che avrà la maggioranza, anche se relativa.

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