Bersani rilancia gli 8 punti: «No al governissimo»

di Francesca Porta 

Il segretario del Pd torna a escludere l'alleanza con il Pdl e a parlare della necessità di un «governo di cambiamento»

Francesca Porta

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Pierluigi Bersani - Foto AP/LaPresse

Pierluigi Bersani - Foto AP/LaPresse

«L'Italia ha bisogno di un governo di cambiamento». È questa la convinzione, più volte espressa nelle scorse settimane e oggi ribadita in conferenza stampa, del segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani. «Il Paese chiede una guida, ma manca di fiducia ed è con questa profonda convinzione che ci siamo messi all'opera per cercare una risposta».

Dopo il fallimento delle consultazioni da presidente incaricato, Bersani non ha nessuna intenzione di demordere e rilancia gli otto punti del suo programma. «Abbiamo avanzato una proposta valida e il mio appello è a guardarla meglio» - ha detto il leader del centrosinistra. «Affiniamola, vediamola meglio, ma per noi lavorare attorno a questo doppio registro è l'unica soluzione possibile e realistica».

>>Gli otto punti della proposta di Bersani

La proposta di Pierluigi Bersani è chiara: un governo di cambiamento basato sugli otto punti. Altre ipotesi, come il ritorno alle urne o un governo di larghe coalizioni, secondo il segretario non sono pensabili. Le nuove elezioni «sarebbero un'ipotesi disastrosa», mentre il governissimo «sarebbe una risposta sbagliata perché sarebbe un governo immobile, la politica in una zattera sempre più piccola in un mare molto agitato». Senza contare che «con Berlusconi abbiamo già un'esperienza alle spalle, il governo Monti, e abbiamo già visto l'impasse».

«La situazione italiana la si risolve dando governabilità», ha detto Bersani. Ma il Movimento 5 Stelle persiste nel rifiutare la fiducia a un eventuale governo del segretario. «Non ho affatto inseguito i grillini e non è affatto stato inutile metterli davanti alle proprie responsabilità», ha commentato il leader del centrosinistra. «Ci siamo trovati di fronte a un disimpegno conclamato del M5S, che ha avuto otto milioni di voti che pare voler mettere in frigorifero. C'è un 25% del Paese che ha voluto partecipare alla vita parlamentare, ma che ora non vuole renderla effettiva».

L'appello è dunque a una «corresponsabilità istituzionale» che possa portare alla formazione di un governo di cambiamento. Indipendentemente da chi potrebbe guidarlo. «Se Bersani serve per aiutare questa strada, io ci sono», ha infatti dichiarato il segretario del Pd. «Altrimenti sono pronto a farmi da parte. Prima di tutto c'è l'Italia».

E per quanto riguarda il Quirinale? «Abbiamo in testa solo di lavorare onestamente per avere un presidente di larga condivisione», ha risposto Bersani. «Prendeteci in parola, noi siamo ligi alla Costituzione che ci chiama a lavorare onestamente per una soluzione di larga o larghissima convergenza parlamentare. Fino a prova contraria, lavoriamo così».

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