Governo, Napolitano: «Saggi al lavoro per 8-10 giorni»

di Francesca Porta 

Questa mattina al Quirinale è iniziato il lavoro dei dieci saggi scelti dal presidente della Repubblica per sbloccare la situazione politica

Francesca Porta

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I dieci "saggi" hanno incontrato Giorgio Napolitano al Quirinale
- Foto AP/LaPresse

I dieci "saggi" hanno incontrato Giorgio Napolitano al Quirinale - Foto AP/LaPresse

Tra otto e dieci giorni. È questo il tempo di lavoro previsto per i dieci "saggi" scelti sabato scorso dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel tentativo di sbloccare la difficile situazione politica creatasi dopo le elezioni del 24 e 25 febbraio. Dopo aver incontrato i dieci al Quirinale, questa mattina il Capo dello Stato ha parlato di un «tempo segnato», che non scavalcherà quello del suo mandato.

«Attraverso questi gruppi» - ha spiegato Napolitano - «si può concorrere almeno a creare condizioni più favorevoli allo scopo di sbloccare una situazione politica irrigidita in posizioni inconciliabili. Questo non significa che questi gruppi di lavoro indicheranno un tipo o un altro di soluzioni di governo. Indicheranno quali sono, rimettendo un po' al centro dell'attenzione problemi seri, urgenti e di fondo del Paese, le questioni da affrontare anche permettendo una misurazione delle divergenze e convergenze in proposito».

«Sabato ho proceduto in condizioni di particolare urgenza e difficoltà alla ricerca di persone che, per funzioni di vertice in varie istituzioni e per esperienze concrete compiute in rapporto ad alcuni temi essenziali, potessero dare il contributo richiesto», ha poi continuato il presidente della Repubblica. «L'indubbio valore dei nomi da me resi noti, non mi ha messo al riparo da equivoci e dubbi circa i criteri della scelta o la non presenza di altri nomi certamente validi».

In molti, per esempio, nei giorni scorsi hanno criticato il Capo dello Stato per l'assenza di nomi femminili nella rosa dei "saggi". «Comprendo il disappunto», ha detto Napolitano in merito. «Mi dispiace e me ne scuso, pur trattandosi di organismi non formalizzati e di breve durata cui ho dato vita con obbligata estrema rapidità. Per nomine più sostanziali e di lungo periodo, come quelle che mi è spettato fare per la Corte costituzionale e per il Cnel, ho dato il giusto peso alla componente femminile. E ai gruppi di lavoro ora istituiti saranno certamente ben presenti gli apporti venuti su molteplici temi da personalità femminili».

Nel comunicato diffuso oggi dal Colle, il presidente ha anche tenuto a replicare alle crtiche politiche. «Questa mia modesta decisione - perché si tratta di una decisione di portata assai limitata - ha dato luogo anche a reazioni di sospetto e interpretazioni francamente sconcertanti», ha detto Napolitano. «Vorrei osservare che è del tutto ovvio che qui non si crea nulla che possa interferire né nell'attività del Parlamento, né nelle decisioni che spettano alle forze politiche».

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