Debiti PA, slitta il decreto: «Servono nuovi approfondimenti»

di Francesca Porta 

Rinviato il Consiglio dei ministri nel quale si sarebbe dovuto approvare il decreto sul pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione. Secondo il viceministro Martone «non ci sarà l'aumento dell'Irpef»

Francesca Porta

Francesca Porta

Leggi tutti


Il ministro dell'Economia Vittorio Grilli e il premier Mario
Monti - Foto AP/LaPresse

Il ministro dell'Economia Vittorio Grilli e il premier Mario Monti - Foto AP/LaPresse

Non sarà varato oggi il decreto sul pagamento dei debiti della pubblica amministrazione. Dopo il sì di Camera e Senato all'aggiornamento del Def, il testo avrebbe dovuto arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri questa sera alle 19, ma la riunione è stata rinviata.

«Servono nuovi approfondimenti» - ha infatti dichiarato il ministro dell'Economia Vittorio Grilli in accordo con il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera - «anche a seguito delle articolate risoluzioni approvate ieri dalle Camere. Pertanto il Consiglio dei ministri previsto per oggi si terrà nei prossimi giorni».

Una data precisa non c'è. Ai ministri serve tempo per districare la matassa dei debiti che la pubblica amministrazione (comuni, province, regioni, ministeri, enti locali) ha accumulato nei confronti di imprese e privati. In tutto il territorio nazionale ci sono aziende, piccole e grandi, che aspettano di essere pagate dallo Stato per i materiali e i servizi forniti.

Questo decreto, tanto atteso quanto contestato, dovrebbe sbloccare circa 40 miliardi di euro in due anni (20 miliardi nel 2013 e altri 20 nel 2014) che permetterebbero alla pubblica amministrazione di saldare i debiti con i privati. Come fare?

Innanzitutto, il decreto prevede che i pagamenti dei debiti vengano esclusi dai patti di stabilità che regolano i bilanci degli enti locali (con questa misura dovrebbero essere immediatamente disponibili circa 5 miliardi di euro). Il governo prevede inoltre l'istituzione di un Fondo di 4 miliardi (2 miliardi per il 2013 e 2 per il 2014) per assicurare liquidità agli enti che non possono far fronte ai pagamenti. Le pubbliche amministrazioni che si trovano in una situazione di carenza di liquidità potrebbero attingere al fondo e restituire successivamente il prestito allo Stato.

Si era parlato anche della possibilità di aumentare l'addizionale Irpef regionale, ma l'ipotesi aveva sollevato le proteste dei partiti e questa mattina il viceministro del Lavoro Michel Martone ha assicurato che «l'aumento delle imposte per i cittadini non risulta agli atti».

In qualsiasi modo si proceda, una cosa è certa: queste manovre non dovranno pesare eccessivamente sul deficit pubblico e sul Pil. Non va infatti dimenticato che l'Italia si è impegnata con l'Unione Europea a mantenere il proprio deficit sotto la soglia del 3% del Pil. Ed è proprio questa l'impresa più ardua.

DA STYLE.IT

  • News

    Meteo: stop al caldo, torna l'inverno

    Meteo: stop al caldo, torna l'inverno

  • News

    Arrestata infermiera killer a Piombino

    Arrestata infermiera killer a Piombino

  • News

    I genitori di Giulio Regeni: «Vogliamo verità e giustizia per nostro figlio»

    I genitori di Giulio Regeni: «Vogliamo verità e giustizia per nostro figlio»

  • News

    Oscar 2016, trionfo Spotlight ma anche DiCaprio

    Oscar 2016, trionfo Spotlight ma anche DiCaprio

TAG CLOUD