È morto Giulio Andreotti: le reazioni e i commenti

di Francesca Porta 

La notizia della scomparsa del senatore è stata commentata da tutto il mondo politico e istituzionale. Il premier Letta: «Con lui se ne va un attore di primissimo piano di oltre sessant'anni di vita pubblica nazionale»

Francesca Porta

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Giulio Andreotti è morto il 6 maggio a Roma - Foto Ansa

Giulio Andreotti è morto il 6 maggio a Roma - Foto Ansa

Quella di Giulio Andreotti è stata una figura a dir poco controversa. La sua carriera politica, così lunga e potente, è stata più volte oscurata da processi e sospetti, tanto da farlo diventare un personaggio ambiguo e difficilmente decifrabile. Quest'ambiguità si riflette anche oggi, giorno della sua scomparsa, nelle dichiarazioni e nei commenti rilasciati dai colleghi politici e dai rappresentanti delle istituzioni.

Tra le tante reazioni, la prima è stata quella del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: «Sulla lunga esperienza di vita del senatore Giulio Andreotti e sull'opera da lui prestata in molteplici forme nel più vasto ambito dell'attività politica, parlamentare e di governo, potranno esprimersi valutazioni approfondite e compiute solo in sede di giudizio storico», ha scritto il capo dello Stato in un messaggio.

«A me spetta in questo momento rivolgere l'estremo saluto della Repubblica a una personalità che ne ha attraversato per un cinquantennio l'intera storia, che ha svolto un ruolo di grande rilievo nelle istituzioni e che ha rappresentato con eccezionale continuità l'Italia nelle relazioni internazionali e nella costruzione europea. Esprimo alla consorte Livia e a tutti i familiari la mia vicinanza e sentita partecipazione al loro cordoglio, anche nel ricordo dei rapporti di collaborazione istituzionale e personali che intrattenni con lui in diversi periodi della vita nazionale».

Dello stesso tenore è il commento del presidente del Consiglio Enrico Letta: «Protagonista della Democrazia Cristiana sin dalla nascita della Repubblica, ininterrottamente presente nelle istituzioni e nelle assemblee rappresentative, con lui se ne va un attore di primissimo piano di oltre sessant'anni di vita pubblica nazionale. Alla famiglia le sentite condoglianze».

«È stato un grande personaggio», ha detto il leader dell'Udc Pierferdinando Casini. «Uno statista di cui si è parlato bene e male alternativamente: la storia gli darà un giudizio più serio di quanto i suoi detrattori gli hanno dato in vita. Lo ricordo con commozione e amicizia». L'onorevole Giulia Bongiorno, che lo ha difeso in qualità di avvocato nei processi per mafia, ha dichiarato: «Chi lo conosceva ne sentirà un'immensa mancanza».

«Con Andreotti scompare uno dei maggiori protagonisti della vita politica del Paese, la personalità che più di ogni altra ha rappresentato la continuità del ruolo di governo e della centralità politica della Democrazia Cristiana nella storia della prima Repubblica», ha commentato Massimo D'Alema. «Si è trattato certamente di un leader anche molto discusso; tuttavia non si può negare che egli abbia mantenuto aperto il dialogo anche con forze politiche lontante dal suo pensiero e che abbia contribuito a consolidare il ruolo internazionale del nostro Paese».

Più schierato è il commento di Silvio Berlusconi: «Contro la sua persona, la sinistra ha sperimentato una forma di lotta indegna di un Paese civile, basata sulla demonizzazione dell'avversario e sulla persecuzione giudiziaria: un calvario che Andreotti ha superato con dignità e compostezza, uscendone vincitore. Quello usato contro di lui è un metodo che conosciamo bene, perché la sinistra dell'odio e dell'invidia ha continuato a metterlo in campo».

Estremamente essenziale, invece, è la dichiarazione di Romano Prodi: «Esprimo le mie più sentite condoglianze ai familiari del presidente Giulio Andreotti. Con lui scompare uno statista che ha segnato le fasi più importanti della storia politica e istituzionale del dopoguerra». Stesso tono per il ministro Dario Franceschini: «Andreotti ha avuto grande importanza nella storia del Paese. Come sempre, il tempo e la distanza consentiranno di valutare le persone con maggiore serenità».

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