Processo Ruby, la Boccassini: «Condannate Berlusconi a sei anni»

di Francesca Porta 

Il pm milanese chiede la condanna dell'ex premier Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile

Francesca Porta

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Ilda Boccassini - Foto AP/LaPresse

Ilda Boccassini - Foto AP/LaPresse

Le feste di Arcore sono «un sistema prostitutivo organizzato per il piacere di Silvio Berlusconi» e Karima El Mahroug, detta Ruby, vi ha partecipato quando era ancora minorenne. «Non c'è dubbio che si prostituisse» e «non c'è dubbio che questo fosse noto» agli organizzatori delle feste di Arcore (Nicole Minetti, Emilio Fede e Lele Mora).

È questo quanto sostenuto dal pubblico ministero Ilda Boccassini nella requisitoria del processo Ruby, pronunciata questa mattina in un'aula del tribunale di Milano. Nel suo discorso, il pm ha ricostruito tutte le vicende che hanno portato l'accusa a chiedere una condanna di sei anni (e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici) per il premier Silvio Berlusconi

I capitoli dell'atto d'accusa sono due: prostituzione minorile e concussione. Il primo capitolo riguarda le feste di Arcore, definite dal Cavaliere «cene eleganti» e dalla Boccassini «un sistema prostitutivo». Secondo l'accusa, nella residenza di Berlusconi si sono svolti dei festini a luci rosse (organizzati da Nicole Minetti, Emilio Fede e Lele Mora) durante i quali l'ex premier ha avuto dei rapporti sessuali con alcune giovani donne in cambio di denaro e/o favori (per esempio appartamenti all'Olgettina).

Tra queste donne c'è anche Karima, una ragazza marocchina che all'epoca dei fatti, nel 2010, aveva solo 17 anni. Secondo il pm Boccassini, Ruby si prostituiva. Oltre alle dichiarazioni rese da alcuni teste che vanno in questa direzione, la ragazza «aveva una disponibilità di denaro che in altro modo non avrebbe potuto avere» e «faceva spese nei negozi del Quadrilatero della Moda».

Gli organizzatori delle feste di Arcore sapevano chi era e sapevano anche che era minorenne. «Al di là di ogni ragionevole dubbio Emilio Fede, portando Ruby ad Arcore, sapeva che la ragazza era minorenne» - ha detto la Boccassini - «perché era stato il presidente della giuria del famoso concorso di bellezza, quindi non poteva non sapere». Il pm ha inoltre sottolineato che, dato il rapporto di confidenza e fedeltà tra Fede e Berlusconi, è impossibile credere che l'ex direttore del Tg4 non avesse informato l'ex premier dell'età di Ruby.

Questo per quanto riguarda l'accusa di prostituzione minorile. Per quanto riguarda il secondo capitolo dell'atto, la concussione, Silvio Berlusconi è accusato di aver telefonato alla Questura di Milano nella notte tra il 27 e il 28 maggio 2010 per ottenere il rilascio di Ruby, fermata per il furto di 3000 euro. Secondo la legge italiana in merito di minori, quella notte Karima, in quanto minorenne, avrebbe dovuto essere affidata a una comunità. Invece, in virtù della telefonata di Berlusconi, la ragazza è uscita dalla Questura in compagnia dall'allora consigliere regionale Nicole Minetti.

«L'imputato è colpevole del reato di concussione» - ha spiegato la Boccassini - «perché, abusando della sua qualità, ha fatto in modo che la minore ricevesse un indebito vantaggio non patrimoniale consistente nella sua fuoriuscita dalla sfera di controllo della polizia; e per sé che non si disvelasse quanto accadeva nelle serate di Arcore»

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