L'Aquila, nuova sentenza: «Il terremoto non era imprevedibile»

di Francesca Porta 

Quattro persone condannate per il crollo della Casa dello Studente che, il 6 aprile 2009, ha provocato la morte di otto persone

Francesca Porta

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Nel crollo della Casa dello Studente hanno perso la vita otto
persone - Foto AP/LaPresse

Nel crollo della Casa dello Studente hanno perso la vita otto persone - Foto AP/LaPresse

Il terremoto de L'Aquila, che il 6 aprile 2009 ha ucciso 309 persone, «non era affatto imprevedibile». È questa la convinzione di Giuseppe Grieco, il giudice del tribunale de L'Aquila chiamato ad esprimersi nell'ambito del processo sul crollo della Casa dello Studente.

Dopo anni di indagini e di udienze, oggi ecco la sentenza: Bernardino Pace, Pietro Centofanti e Tancredi Rossicone (i tecnici che nel 2000 si sono occupati dei lavori di restauro della Casa dello Studente) sono stati condannati a quattro anni di reclusione e all'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni.

Secondo l'accusa, questi lavori di restauro avrebbero indebolito il palazzo, che già aveva alla base dei vizi di costruzione. Per questo, i tre tecnici sono stati condannati anche al risarcimento di 100 mila euro a ciascun genitore e di 50 mila euro a ciascun fratello o sorella degli otto studenti morti nel crollo dell'edificio.

Oltre a Pace, Centofanti e Rossicone, è stato condannato anche Pietro Sebastiani, il tecnico dell'azienda per il diritto agli studi universitari, ritenuto colpevole di non aver provveduto a eseguire il collaudo statico della Casa dello Studente. Per lui la pena inflitta è di due anni e mezzo di reclusione. Altre quattro persone sono state assolte.

Secondo quanto riportato nelle motivazioni della sentenza, «i tecnici hanno colpevolmente e reiteratamente ignorato le prescrizioni». Ma non solo. Il sisma poteva (e doveva) essere previsto, «essendosi verificato in quello che viene definito periodo di ritorno, vale a dire nel lasso temporale di ripetizione di eventi previsto per l'area aquilana».

«Si è trattato di un terremoto certamente non eccezionale per il territorio aquilano e assolutamente in linea con la sismicità storica de L'Aquila», si legge nel testo della sentenza. Le valutazioni del giudice Giuseppe Grieco sono dunque simili a quelle del collega Marco Billi, che lo scorso ottobre ha condannato a sei anni i tecnici della commissione Grandi Rischi.

Leggi anche:

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