Il Pd propone una legge anti-movimenti: «Elezioni aperte soltanto ai partiti»

di Francesca Porta 

Il disegno di legge firmato da Luigi Zanda e Anna Finocchiaro prevede la piena attuazione dell'articolo 49 della Costituzione. Cosa che escluderebbe dalla competizione elettorale tutti i movimenti che non hanno «personalità giuridica»

Francesca Porta

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La senatrice Anna Finocchiaro - Foto Getty Images

La senatrice Anna Finocchiaro - Foto Getty Images

Alle elezioni dovrebbero partecipare solo i partiti e le formazioni che si sono dati una «personalità giuridica». È questa, in sintesi, la tesi contenuta nel disegno di legge presentato oggi al Senato dal Partito Democratico. La proposta, firmata da Luigi Zanda e Anna Finocchiaro, prevede la piena attuazione dell'articolo 49 della Costituzione sui partiti.

In pratica, la legge stabilisce «i contenuti minimi dello statuto, alcuni principi generali, ai quali dovranno attenersi tutti i partiti che intendono concorrere alla determinazione della vita politica, pena la perdita dei rimborsi per le spese elettorali o di ogni ulteriore eventuale forma di finanziamento pubblico». Questo non impedirebbe a una semplice associazione di fare politica, ma «il mancato acquisto della personalità giuridica» - hanno dichiarato i firmatari - «precluderebbe la partecipazione alle competizioni elettorali».

Se approvata, la nuova legge potrebbe causare non pochi problemi ai movimenti che non hanno personalità giuridica, come quello guidato da Beppe Grillo. Per partecipare alle elezioni, il Movimento 5 Stelle sarebbe infatti obbligato a riformare la sua organizzazione interna, pena l'esclusione. Per questo, questa proposta è già stata ribattezzata "legge anti-movimenti".

«La proposta di attuazione dell'articolo 49 non è una succulente notizia che rivelerebbe l'avversione del Pd per il Movimento 5 Stelle», ha immediatamente specificato Anna Finocchiaro. «Il ddl è presentato nell'identico testo in cui venne depositato nella precedente legislatura, sia alla Camera che al Senato, e riguarda tutti i partiti. Si tratta sell'attuazione - ritardata per troppi decenni e sollecitata più volte anche dal capo dello Stato - di una decisione dei costituenti di particolare rilievo e pienamente coerente con il modello di democrazia parlamentare scelto per il nostro Paese».

Non si tratterebbe, dunque, di una proposta mirata a escludere dalla competizione elettorale il Movimento 5 Stelle, bensì finalizzata «a garantire la trasparenza della vita interna dei partiti e la stessa partecipazione».

DA STYLE.IT

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