Mafia, il Pdl propone di dimezzare la pena per concorso esterno

di Francesca Porta 

Il testo di legge proposto alla commissione Giustizia del Senato dal Pdl punta a ridurre le pene per il concorso esterno in associazione mafiosa. A beneficiarne sarebbe, ad esempio, Marcello Dell'Utri

Francesca Porta

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Marcello Dell'Utri è uno di coloro che potrebbero trarre
benefici dalla proposta del Pdl - Foto Ansa

Marcello Dell'Utri è uno di coloro che potrebbero trarre benefici dalla proposta del Pdl - Foto Ansa

Quella depositata oggi dal Pdl è una proposta di legge destinata a far discutere. Il testo, firmato da Giacomo Caliendo, punta infatti a dimezzare la pena prevista per concorso esterno in associazione mafiosa. E non solo: se non sarà dimostrata l'esistenza di un profitto, niente carcere e intercettazioni per chi svolge attività sotterranea di supporto ai componenti dell'associazione mafiosa.

Al momento la legge italiana prevede che il concorso esterno sia punito con il carcere fino a 12 anni, ma sinora non si trattava di una norma "tipizzata" nell'ordinamento. Con questa nuova norma, invece, potrebbe essere catalogato come un reato di «favoreggiamento», duqnue meno grave, e punito con una condanna a un massimo di 5 anni. E, come per tutti i reati per cui è prevista una pena massima inferiore ai 5 anni, non sarebbe più valido l'uso delle intercettazioni.

Dal punto di vista legislativo, il testo del Pdl prevede l'abrogazione dell'articolo 418 del codice penale e l'introduzione di due nuovi articoli: il 379-ter e il 379-quater. Il primo (intitolato «favoreggiamento di associazioni di tipo mafioso») dice che chiunque agevoli deliberatamente la sopravvivenza, il consolidamento o l'espansione di un'associazione mafiosa è punibile con la reclusione da uno a 5 anni.

Il secondo articolo (intitolato «assistenza agli associati») stabilische che chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato o favoreggiamento, dia rifugio o fornisca vitto, ospitalità e mezzi a persone che partecipano a un'associazione mafiosa al fine di trarne profitto, è punibile con la reclusione da 3 mesi a 3 anni. Con l'introduzione di questa norma, chi sarebbe condannato per «assistenza agli associati» (e lo sarebbe solo nel caso in cui si dimostrasse di averne tratto profitto) non andrebbe in carcere, previsto solo per condanne superiori ai 4 anni.

Il risultato è chiaro: la pene previste per questo tipo di reati risulterebbero dimezzate. E le nuove regole si applicherebbero, in virtù del principio del favor rei, anche ai giudizi ancora in corso. Potrebbero dunque beneficiarne anche imputati come Nicola Cosentino e Marcello Dell'Utri.

Com'era prevedibile, la proposta del Pdl ha scatenato un coro di proteste da parte degli altri partiti politici. Il capogruppo della Lega Nord in commissione Giustizia, Nicola Molteni, ha dichiarato: «La lotta alle mafie si fa aumentando le pene, rendendole più severe, non certamente riducendole. Mai e poi mai sosterremo un testo che propone di dimezzare la pena per concorso esterno, anzi, ci opporremo con durezza». Contrario anche il Pd: «Non siamo d'accordo», ha detto il capogruppo in commissione Giustizia Felice Casson. «È una materia delicata e questo è senza dubbio uno dei punti su cui non siamo d'accordo con il Pdl».

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