Capaci, migliaia di studenti a Palermo per ricordare Falcone

di Francesca Porta 

Ricorre oggi il ventunesimo anniversario della strage di Capaci. Tremila ragazzi raggiungono Palermo sulle navi della legalità

Francesca Porta

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Giovanni Falcone fu assassinato il 23 maggio del 1992 - Foto
Ansa

Giovanni Falcone fu assassinato il 23 maggio del 1992 - Foto Ansa

Era il 23 maggio del 1992 quando il magistrato Giovanni Falcone fu assassinato insieme alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Due mesi dopo, il 19 luglio, fu ucciso anche l'amico e collega Paolo Borsellino. Con lui persero la vita i cinque agenti della scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Oggi, a ventuno anni da quel 23 maggio, in tutto il Paese sono state organizzate manifestazioni ed eventi in ricordo della strage mafiosa di Capaci e di quella di via D'Amelio. Discorsi e segni per non dimenticare quanto è accaduto, voci nuove per tramandare l'insegnamento dei due magistrati, eroi della lotta alla mafia.

La celebrazioni più importanti, ovviamente, si svolgono a Palermo. Questa mattina sono attraccate al porto della città le navi della legalità : due imbarcazioni, una partita da Civitavecchia e una da Napoli, con a bordo 3000 studenti arrivati da ogni parte d'Italia per partecipare alla commemorazione. Hanno età diverse (dalle elementari alle superiori), storie e vite diverse, ma tutti sono chiamati a traghettare nel futuro la cultura della legalità e la lotta alla mafia. Insieme a loro hanno viaggiato il presidente del Senato Pietro Grasso e il fondatore di Libera Don Luigi Ciotti.

«È di fondamentale importanza che i giovani partecipino a questa commemorazione», ha commentato Pietro Grasso. «Sono ormai ventuno anni che i giovani vengono a Palermo per quest'iniziativa e mi capita di incontrare giovani ormai laureati che mi dicono come questa giornata abbia lasciato loro un segno indelebile. ».

Alle parole del presidente del Senato hanno fatto eco quelle del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: «Le immagini dello spietato agguato restano indelebili nella memoria degli italiani, rinnovando l'angoscia di quel giorno e il ricordo commosso del sacrificio di Giovanni Falcone, della moglie e degli agenti addetti alla loro tutela.  L'attentato replicato a distanza di poco più di un mese da quello in cui persero la vita Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta, rappresentò uno dei momenti di massima violenza eversiva dell'attacco della mafia allo Stato».

«L'Italia fu ferocemente colpita nelle persone di suoi servitori eccezionali, di grandi magistrati, di autentici eroi che sacrificarono la loro vita a difesa della legalità e della democrazia», ha continuato il capo dello Stato. «A tutti i famigliari vanno i sentimenti di gratitudine e di solidarietà del Paese. Ai ragazzi presenti oggi, il cui entusiasmo suscita speranza e fiducia, vanno il mio affettuoso saluto e il più fervido augurio di buon lavoro».

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