Eternit, il magnate Schmidheiny condannato a 18 anni

di Francesca Porta 

Oggi a Torino è stata letta la sentenza d'appello del maxi-processo sulle vittime dell'amianto. Aumentata la pena inflitta all'imprenditore svizzero

Francesca Porta

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Decine di familiari delle vittime dell'amianto hanno assistito
alla lettura della sentenza - Foto Ansa

Decine di familiari delle vittime dell'amianto hanno assistito alla lettura della sentenza - Foto Ansa

Era già stato messo nero su bianco dalla sentenza di primo grado, ora è stato ribadito in appello: l'amianto uccide. Ha ucciso, negli anni passati, a Casale Monferrato, a Cavagnolo, a Rubiera e a Bagnoli. Ha ucciso circa tremila persone che lavoravano negli stabilimenti dell'azienda Eternit o che abitavano nelle vicinanze.

Tutte queste vittime, oggi, hanno ottenuto giustizia. Questo pomeriggio, infatti, il giudice della Corte d'Appello di Torino Alberto Oggè ha letto una sentenza storica: il magnate svizzero Ernest Stephan Schmidheiny (65 anni) è stato condannato a 18 anni di carcere per disastro doloso e omissione dolosa di cautele antinfortunistiche.

L'imprenditore, che per diversi anni è stato al vertice dell'azienda Eternit, era stato condannato in primo grado (il 13 febbraio 2012) a 16 anni. Non solo la condanna è stata confermata, ma in appello i giudici hanno anche deciso di aumentare gli anni di pena. Schmidheiny è rimasto l'unico imputato nel maxi-processo, dato che il barone belga Jean Louis Marie Ghislain De Cattier De Marchienne (condannato in primo grado sempre a 16 anni) è deceduto alcune settimane fa.

Secondo i giudici, Schmidheiny è sempre stato a conoscenza della pericolosità dell'Eternit e nonostante ciò non si è mai preoccupato della salute delle migliaia di persone che lavoravano nelle fabbriche di Casale Monferrato (Alessandria), Cavagnolo (Torino), Rubiera (Reggio Emilia) e Napoli-Bagnoli. E anche della sicurezza di tutte le persone residenti nei pressi degli stabilimenti, che per anni hanno respirato un'aria contaminata dalla pericolosa polvere bianca.

Oltre alla condanna al carcere per Schmidheiny, Eternit sarà obbligata a risarcire le parti civili per un totale di oltre 80 milioni di euro: 30,9 milioni (e non 25, come stabilito in primo grado) andranno alla città di Casale, dove l'amianto ha ucciso oltre 1600 persone, mentre alla Regione Piemonte andranno 20 milioni di euro. I familiari delle vittime hanno ottenuto tra i 30 e i 35 mila euro ciascuno.

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