Processo Ruby, l'arringa di Ghedini: «Giudici sono prevenuti»

di Francesca Porta 

Dopo la requisitoria del pm Ilda Boccassini, oggi è stato il turno degli avvocati di Silvio Berlusconi, che hanno accusato il collegio dei giudici di mostrare «una vicinanza culturale» alla Procura

Francesca Porta

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Niccolò Ghedini - Foto Ansa

Niccolò Ghedini - Foto Ansa

«Silvio Berlusconi è innocente». Sia per quanto riguarda l'accusa di prostituzione minorile, sia per quella di concussione. È questa la tesi sostenuta oggi in tribunale, a Milano, dagli avvocati difensori del Cavaliere nell'ambito del processo Ruby.

Secondo quanto dichiarato da Niccolò Ghedini nella sua arringa difensiva, l'ex premier non avrebbe mai avuto rapporti sessuali con Karima El Mahroug (all'epoca dei fatti minorenne), tantomeno a pagamento. Le serate organizzate ad Arcore, ha detto l'avvocato difensore, altro non erano che «cene eleganti e normali».

Berlusconi sarebbe inoltre stato convinto, in virtù di quanto raccontato dalla stessa ragazza, che Ruby fosse imparentata con il presidente egiziano Hosni Mubarak. Tanto che, durante una cena istituzionale a Villa Madama, alla presenza di una delegazione del governo italiano e delle autorità egiziane, il Cavaliere avrebbe citato il nome della giovane. «È ovvio che se Berlusconi ha parlato di questa ragazza in un pranzo istituzionale, doveva essere convinto che fosse davvero egiziana e in qualche modo vicina a Mubarak».

Per quanto riguarda l'accusa di concussione, poi, «la soluzione deve essere l'assoluzione perché il fatto non sussiste», ha detto Ghedini. L'avvocato sostiene infatti che l'ex premier non avrebbe affatto abusato del suo potere facendo la famosa telefonata in questura, la sera del 27 maggio 2010, in virtù della quale Ruby è stata consegnata a Nicole Minetti invece che assegnata a una comunità per minori.

«Secondo la Procura l'allora presidente del Consiglio avrebbe abusato della sua qualità di pubblico ufficiale per sottrarre Ruby all'autorità», ha detto l'avvocato difensore. «Ma non si riesce a capire a quale autorità, dal momento che Ruby non doveva essere arrestata, né portata in carcere». Inoltre, ha aggiunto Ghedini, «non sempre le azioni compiute da un pubblico ufficiale possono essere considerate reati contro la pubblica amministrazione. Possono essere anche azioni umane».

Secondo il legale di Berlusconi, inoltre, la condanna a sei anni di carcere chiesta dal pm Ilda Boccassini è «stratosferica e straordinaria». «Non sono state concesse le attenuanti generiche perché gli avvocati hanno sentito dei testimoni ad Arcore» - ha contestato Ghedini nella sua arringa difensiva. «La Procura dimentica che Arcore è un grande complesso di edifici e che da una decina di anni sia io che Longo abbiamo uno studio di appoggio. Tanto è vero che nelle assunzioni testimoniali appare il nome di una nostra segretaria».

Ma ciò che sembra preoccupare maggiormente Niccolò Ghedini è l'atteggiamento del collegio dei giudici. «Nel corso di questo processo ho avuto l'impressione di ingenerare un certo qual fastidio nei confronti dei giudicanti. Analogo fastidio non sembra ingenerare nei giudici la Procura della Repubblica», ha detto. Anzi, secondo l'avvocato della difesa il collegio dei giudici avrebbe mostrato «una vicinanza culturale alla Procura» e sarebbe dunque «prevenuto» nei confronti dell'imputato.

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