Lega Nord, Bossi: «Maroni
è un traditore. Il capo resto io»

di Francesca Porta 

Il Senatur accusa il governatore della Lombardia di «distruggere la Lega» e annuncia la nascita di un nuovo giornale, La lingua padana

Francesca Porta

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Roberto Maroni e Umberto Bossi - Foto Ansa

Roberto Maroni e Umberto Bossi - Foto Ansa

«Maroni sta distruggendo la Lega Nord». L'accusa è gravissima e a pronunciarla è niente di meno che Umberto Bossi, il padre fondatore del partito. In un'intervista pubblicata questa mattina dal quotidiano La Repubblica, il Senatur ha attaccato duramente l'attuale segretario del Carroccio, nonché presidente della Regione Lombardia.

«Maroni non ha i nostri ideali», ha detto Bossi. «Quando uno tradisce una volta - e Maroni quando ruppi con Berlusconi nel 1994 gli sedeva di fianco, si opponeva - poi tradisce sempre. Si illude di diventare il plenipotenziario di Berlusconi al Nord, ma il Pdl non rinuncerà mai a presentare le sue liste in casa nostra».

«Sta distruggendo la Lega, butta fuori la gente. Quel mio colpo di genio con cui avevamo preso la guida di Veneto e Piemonte, con Zaia e Cota, di questo passo al prossimo giro ce lo sognamo». E il problema non è solo Roberto Maroni: «Tosi in Veneto porta via i voti alla Lega e fa accordi con i fascisti: il suo progetto Verona non mi è mai piaciuto. In Piemonte vogliono mettere a capo del partito Gianna Gancia, la moglie di Calderoli, brava amministratrice, ma io dubito che abbia le doti per guidare il movimento».

Le cose, secondo Bossi, non vanno come dovrebbero. E se fino a ora il Senatur è rimasto in disparte, in silenzio, ora non ci riesce più. «Stavolta mi hanno fatto davvero incazzare», ha detto. «A furia di buttare fuori gente e tradire gli ideali, la pressione su di me s'è fatta irresistibile: devo per forza rimettermi alla guida del partito».

Bossi ha dunque annunciato la nascita di un nuovo giornale, La lingua padana, che presto farà concorrenza a La Padania. «Ricominciamo dalla nostra identità, ce n'è un bisogno enorme, il traditore dovrà fare i conti con noi», ha concluso il Senatur. «Il capo della Lega resto io».

Nonostante l'età («ce l'ho la forza, a me non mi ammazza nessuno») e nonostante gli scandali («a questo partito ho dato tutto, quando la Lega è nata e magari c'era da comprare un'auto, i soldi ce li mettevo io di tasca mia. Le sembra una casa di lusso questa?»). Nonostante tutto, Umberto Bossi intende tornare in pista: «Il capo resto io».

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