Cucchi, condannati i medici. Assolti gli agenti

di Francesca Porta 

I giudici della Corte d'Assise hanno assolto gli agenti di polizia accusati di lesioni e abuso di autorità, condannando invece i medici dell'ospedale Pertini di Roma per omicidio colposo

Francesca Porta

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Stefano Cucchi, morto il 22 ottobre del 2009 nel reparto
giudiziario dell'ospedale Sandro Pertini di Roma

Stefano Cucchi, morto il 22 ottobre del 2009 nel reparto giudiziario dell'ospedale Sandro Pertini di Roma

«Me l'hanno ucciso un'altra volta». Sono queste le prime parole pronunciate da Rita Calore, madre di Stefano Cucchi, alla lettura della sentenza emessa oggi dalla Corte d'Assise nell'ambito del processo sulla morte del giovane geometra. «Sono stati assolti, non esiste. È una sentenza inaccettabile».

«Sono stati assolti», effettivamente, i tre agenti della polizia penitenziaria Corrado Santantonio, Antonio Domenici e Nicola Minichini, che erano accusati di abbandono di incapace, abuso d'ufficio, favoreggiamento, falsità ideologica, lesioni e abuso di autorità. Così come sono stati assolti Giuseppe Flauto, Elvira Martelli e Domenico Pepe, i tre infermieri che erano imputati con l'accusa di abbandono di incapace.

I giudici della Corte d'Assise hanno invece condannato cinque medici dell'ospedale Sandro Pertini di Roma per omicidio colposo. La pena inflitta è di due anni di reclusione per il primario Aldo Fierro e di un anno e quattro mesi di carcere per i medici Stefania Corbi, Flaminia Bruno, Silvia Di Carlo e Luigi De Marchis Preite. Otto mesi di reclusione sono invece stati inflitti a un sesto medico, Rosita Caponnetti, accusata di falso ideologico.

Secondo quanto dichiarato dai periti durante una delle udienze del lungo processo, i medici non si sarebbero resi conto di «essere (fin dall'inizio) di fronte a un caso di malnutrizione importante, quindi non si sono curati di monitorare il paziente sotto questo profilo, né hanno chiesto l'intervento di nutrizionisti, e, non trattando il paziente in maniera adeguata, ne hanno determinato il decesso».

Stefano Cucchi, deceduto il 22 ottobre del 2009 nel reparto di Medicina protetta dell'ospedale Sandro Pertini (pochi giorni dopo il suo arresto per possesso di droga), sarebbe dunque morto per «la mancanza di alimenti e liquidi».

La versione dei familiari, com'è noto, è molto diversa. «Stefano non sarebbe morto senza quel pestaggio», ha dichiarato più volte la sorella Ilaria, che oggi commenta duramente la sentenza: «Questa è una giustizia ingiusta. Si tratta di una pena ridicola rispetto a una vita umana. Non ci arrenderemo».

In molti, tra i presenti in aula, si sono alzati in piedi per urlare «vergogna» e «assassini». Il legale della famiglia Cucchi, Fabio Anselmo, ha dichiarato: «Questo è un fallimento dello Stato, perché considerare che Stefano è morto per colpa medica è un insulto alla sua memoria e a questa famiglia che ha sopportato tanto. È un insulto alla stessa giustizia».

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>>Stefano Cucchi, la valutazione dei periti

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