Comunali, Grillo: «Sempre lo stesso spettacolo osceno»

di Francesca Porta 

Dalle pagine del suo blog Beppe Grillo commenta i risultati delle elezioni amministrative parlando di «vittorie di Pirro». Intanto cresce il dissenso interno al Movimento

Francesca Porta

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Beppe Grillo - Foto Ansa

Beppe Grillo - Foto Ansa

«L'esito delle elezioni è drammatico». È questa l'opinione di Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle, all'indomani delle consultazioni amministrative che hanno visto il centrosinistra conquistare il governo di ben 11 città capoluogo, tra cui Roma. Risultati alla mano, il comico genovese si è ritrovato di fronte a un nuovo flop del Movimento, i cui consensi sono calati vertiginosamente rispetto alle elezioni politiche di febbraio.

«Sono vittorie di Pirro», ha scritto Grillo sul suo blog commentando i risultati. «Non cambia nulla, ma la gente è contenta che abbia vinto il "suo" candidato e non il "loro", quando in realtà sono la stessa persona, la stessa politica, lo stesso programma, persino lo stesso governo. Poi i giornaloni titolano e i politologi spiegano. Lo spettacolo in sé è osceno e inquietante e attrae sempre meno spettatori».

«La gente non ha più voglia di votare. Elezione dopo elezione il disgusto sale, il termometro dell'astensione si surriscalda. Se alle prossime politiche superasse la soglia del 70% la Repubblica, lo Stato, il Governo e il Parlamento sarebbero delegittimati. È questo che si vuole?», ha chiesto il leader del Movimento.

«Il Nipote Letta ha fatto solo annunci, il più ridicolo è il taglio dei rimborsi elettorali, mai avvenuto. Si chiede al M5S cosa ha fatto in questi mesi: ha presentato proposte di legge per le PMI, per l'abolizione dei contributi pubblici ai giornali e ai partiti, ha spinto l'iniziativa di cancellazione del Porcellum, unica voce nel Parlamento, insieme a molte altre iniziative, come il ritiro delle nostre truppe dall'Afghanistan, legate al suo programma».

«Ha rinunciato ai rimborsi elettorali per 42 milioni di euro, si è dimezzata lo stipendio parlamentare pari circa a 350 mila euro al mese», ha continuato Grillo rispondendo alle critiche. «Le proposte di legge del M5S sono ignorate, respinte. Il M5S è legalitario, pacifico, ghandiano. Cosa ci si aspettava? Che dessimo fuoco al Parlamento?».

Cosa si aspettassero i cittadini che avevano votato per il Movimento, e che ora lo hanno abbandonato, non è dato saperlo. Di certo è noto che alcuni esponenti del M5S, eletti in Parlamento, si aspettavano qualcosa di diverso. A dirlo è stata Adele Gambaro, senatrice del Movimento: «Stiamo pagando i toni e la comunicazione di Grillo, i suoi post minacciosi. Mi chiedo come possa parlare male del Parlamento se qui non lo abbiamo mai visto. Lo invito a scrivere meno e osservare di più. Il problema del Movimento è Beppe Grillo».

Alle forti parole d'accusa della senatrice Gambaro, Beppe Grillo ha risposto laconicamente, rivolgendosi ai seguaci: «Vorrei sapere cosa pensa il Movimento 5 Stelle di queste affermazioni, se sono io il problema». Chissà cosa gli risponderanno.

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