Privacy, boom di violazioni in Italia

di Francesca Porta 

La relazione annuale del Garante della privacy Antonello Soro rivela un aumento delle violazioni, soprattutto sul web

Francesca Porta

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Il Garante per la privacy Antonello Soro - Foto Ansa

Il Garante per la privacy Antonello Soro - Foto Ansa

Oltre 4180 tra segnalazioni e reclami, 395 ispezioni, 578 sanzioni, 460 provvedimenti collegiali: sono questi i numeri che raccontano il lavoro svolto nel 2012 dal Garante per la privacy. Numeri che parlano chiaro: in Italia difendere la privacy è diventato un compito davvero difficile.

Senza arrivare al caso limite degli Stati Uniti (ci riferiamo allo scandalo sull'accesso da parte del governo ai dati telefonici di milioni di cittadini), anche nel nostro Paese in questi anni sono infatti aumentati esponenzialmente i casi di violazione della privacy.

Secondo il rapporto annuale presentato questa mattina in Parlamento dal Garante Antonello Soro, una delle minacce più grandi alla privacy degli italiani è rappresentata dal telemarketing. Le aziende di call center continuano infatti a essere estremamente "aggressive" e a violare le norme sulla riservatezza (ad esempio quella che impedisce di utilizzare i numi iscritti al Registro delle opposizioni).

Insieme alle telefonate promozionali, un altro problema è l'ampia diffusione dei sistemi di videosorveglianza. Nei negozi, nei supermercati e in altri luoghi di lavoro vengono infatti allestite delle telecamere a scopo anti-rapina, che in realtà servono anche a monitorare i lavoratori (quando escono, quando entrano, quanto restano davanti alla macchinetta del caffé). E questo utilizzo, ovviamente, viola le norme relative alla privacy.

Problematici sono anche le indagini dell'Agenzia delle entrare sui conti correnti (che vengono effettuati con l'obiettivo di scovare l'evasione fiscale) e anche la raccolta dei dati da parte dei dispositivi che registrano l'attività dei veicoli (le "scatole nere").

Tra le questioni delicate c'è anche, ovviamente, la diffusione delle intercettazioni giudiziarie. «Nelle prossime settimane» - ha detto Soro - «verrà adottato un provvedimento generale per indicare soluzioni idonee a elevare lo standard di protezione dei dati trattati ed evitarne indebite divulgazioni. Le intercettazioni sono una risorsa investigativa fondamentale, insostituibile, che andrebbe gestita con molta cautela per evitare le fughe di notizie (che danneggiano le indagini e la privacy)».

Ma il nodo più intricato da sciogliere è diventato, ogni anno sempre di più, quello di internet e dei social media. Dall'uso dei cookie sui siti alla gestione opaca della privacy da parte di Google e Facebook, sono tanti i problemi relativi alla diffusione dei dati personali sul web. «Per garantire i diritti degli utenti» - ha concluso Soro - «servirebbero delle norme europee in materia di privacy su internet».

DA STYLE.IT

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