Berlusconi post-sentenza. Oggi l'incontro con Letta

di Laura Scafati 

Dure le reazioni del Pdl dopo la condanna di Silvio Berlusconi da parte della magistratura meneghina. Confermato per questo pomeriggio il faccia a faccia dell'ex premier col Presidente Letta

Laura Scafati

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Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

La sentenza di primo grado che ieri ha condannato l'ex premier Silvio Berlusconi a sette anni per entrambi i reati contestati e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, ha scatenato polemiche e scaldato gli animi del popolo azzurro pidiellino. Il tribunale di Milano ha infatti inflitto al leader del Pdl una pena maggiore di quella richiesta dall'accusa e le reazioni non si sono fatte attendere.

«Ho chiamato il presidente Berlusconi per manifestargli la più profonda amarezza e l'immenso dolore di tutto il Popolo della Libertà, per una sentenza contraria al comune senso di Giustizia, al buon senso e peggiore di ogni peggiore aspettativa. L'ho invitato a tenere duro e ad andare avanti» ha affermato Angelino Alfano. «È una sentenza politica che con la giustizia non ha niente a che fare» ha tuonato l'esponente del Pdl Daniela Santanchè presente in aula del processo. «Questa sentenza fa paura: non solo e non tanto perché cerca di assassinare moralmente e politicamente Berlusconi, ma perché mostra agli italiani in che mani sia oggi la giustizia» ha affermato Renato Brunetta.

Più sentita la replica della figlia Marina Berlusconi che in una nota ufficiale ha espresso il suo dissenso e lo sdegno verso la giustizia italiana: «Quello cui abbiamo dovuto assistere è uno spettacolo assurdo che con la giustizia nulla ha a che vedere, uno spettacolo che la giustizia non si merita. La condanna era scritta fin dall'inizio, nel copione messo in scena dalla Procura di Milano. Mio padre non poteva non essere condannato». E ancora «Non ha alcuna importanza che dopo anni incredibilmente passati a spiare dal buco della serratura non siano riusciti a trovare nulla, perché nulla c'era da trovare. Nessun reato, nessun testimone, nessuna prova, nessun movente, nessuna vittima».

Una sentenza non favorevole il Cavaliere l'aveva messa in conto, ma mai si sarebbe aspettato quella che lui stesso ha definito «una persecuzione che ha il solo obiettivo di farmi fuori». Lo scoraggiamento di Berlusconi si alterna a momenti di resistenza come testimonia il mancato rinvio dell'incontro previsto per  questo pomeriggio col Presidente Enrico Letta. Un faccia a faccia necessario per confrontarsi sul tema della pacificazione proprio all'indomani della sentenza. «Nonostante mi sia impegnato a dar vita ad un governo di larghe intese - avrebbe detto l'ex Premier ai suoi - la pacificazione non può esserci, perchè il disegno di certi pm è quello di mettermi in un angolo».

Un colloquio che definirà la tenuta dell'esecutivo che dipenderà da quei procedimenti economici (circa Imu e Iva) sottoscritti col Pdl. «Se non fa quanto concordato ci saranno delle conseguenze» avrrebbe detto il Cav mentre dal Quirinale arriva il monito del Presidente Napolitano: «abbiamo bisogno di continuità nelle istituzioni».

(FOTO GettyImages)

>> Berlusconi condannato, la sentenza del processo Ruby

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