Ior, in manette un alto prelato, uno 007 e un broker

di Manuela Puglisi 

In un'indagine nata dal filone dell'inchiesta sullo Ior, stamattina sono scattate le manette per tre persone. Le accuse sono di corruzione e ricettazione, un accordo ha riportato in Italia dalla Svizzera 20 mila euro in contanti

Manuela Puglisi

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Vaticano (foto Corbis)

Vaticano (foto Corbis)

L'indagine che ha portato ai tre arresti nasce da una costola dell'inchiesta più ampia inchiesta sullo Ior. Questa mattina, la Guardia di Finanza ha arrestato: Monsignor Nunzio Scarano, un funzionario dei servizi segreti, Giovanni Maria Zito, e un broker, Giovanni Carinzo.

L'indagine avrebbe portato alla scoperta di una serie di atti di corruzione volti a far rientrare in Italia 20 milioni di euro dalla Svizzera. Un accordo tra Scarano e Zito avrebbe favorito il rientro della somma, in contanti, di proprietà di alcuni amici del monsignore a bordo di un jet privato. Lo 007 avrebbe tra l'altro ricevuto 400 mila euro in cambio di questo "piccolo favore".

Il vescovo di Salerno, addetto all'Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica, l'organismo che gestisce il patrimonio mobiliare e immobiliare del vaticano, è coinvolto anche in un'altra indagine per ricettazione, a Salerno. Proprio di ieri Papa Francesco aveva istituito una commissione per la riforma dello Ior e sospeso il monsignore dalle gerarchie vaticane.

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