Grillo al Colle: «L'Italia sta saltando, si torni a votare»

di Francesca Porta 

Il leader del Movimento 5 Stelle ha espresso le sue preoccupazioni al presidente Giorgio Napolitano: «La gente vuole prendere i fucili, noi la stiamo fermando»

Francesca Porta

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Beppe Grillo - Foto Getty Images

Beppe Grillo - Foto Getty Images

«L'Italia è una pentola a pressione che sta per saltare. E il governo si balocca». Come sempre, Beppe Grillo non le manda a dire. Dopo due ore di colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il leader del Movimento 5 Stelle (accompagnato da Gianroberto Casaleggio) ha urlato a gran voce: «Ho chiesto al presidente di sciogliere le Camere».

«Ho la certezza che il default del Paese sia prossimo», ha spiegato il comico genovese. «È una Caporetto, il Parlamento è esautorato. Il governo fa i decreti legge, il Parlamento approva a comando. Non siamo più una repubblica parlamentare e forse non siamo più una democrazia».

«Non c'è più tempo», ha detto Grillo al presidente Napolitano. «Faccia qualcosa, perché si è preso una responsabilità immane». «Mi sono permesso di dirgli» - ha raccontato - «che non si fanno riforme così nei momenti di guerra. Gli ho suggerito di andare in tv a reti unificate e dire qual è la situazione del Paese: non c'è più tempo».

«Ho chiesto a Napolitano di far abrogare la legge elettorale incostituzionale e di sciogliere le Camere. Se necessario, tornare alle urne», ha poi continuato Grillo. «Sono preoccupato per la condizione economica, sociale e politica del Paese. La gente vuole prendere i fucili, i bastoni e sono io a dire "proviamo ancora con i metodi democratici". Noi li vogliamo buttare fuori con metodi democratici, però poi ci stuferemo».

I toni sono i consueti. E Grillo non risparmia nemmeno questa volta il solito attacco ai giornalisti: «Dovreste vergognarvi, perché parte dello sfacelo è colpa vostra. Se siamo un Paese semilibero è anche colpa della vostra informazione. Ci avete attaccatto, ma noi abbiamo già vinto».

Per la prima volta, però, nel discorso del leader dei 5 Stelle sembra spuntare anche un po' di autocritica: «Abbiamo fatto tutto di corsa, abbiamo dovuto selezionare le persone in due mesi. Certo è andato in Parlamento anche chi non ci doveva andare e non aveva le nostre stesse idee. Ma hanno fatto di tutto per non farci partecipare alle elezioni».

«La mia è una rabbia buona», ha poi concluso Grillo. «Mi hanno dipinto in tutti i modi peggiori possibili, ma io sono l'unico che va in giro in mezzo alla gente. Se il Parlamento è così, se non fa nulla, allora noi usciremo dal Parlamento».

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