Calderoli: «Kyenge sembra un orango». Napolitano indignato

di Francesca Porta 

Il leghista vicepresidente del Senato ha paragonato il ministro dell'Integrazione a una scimmia. Il presidente della Repubblica parla di «imbarbarimento civile»

Francesca Porta

Francesca Porta

Leggi tutti


Il ministro dell'Integrazione Cecile Kyenge - Foto Ansa

Il ministro dell'Integrazione Cecile Kyenge - Foto Ansa

Aggiornamento delle ore 16:

Nella polemica scatenata dalle parole di Roberto Calderoli si è ora inserito anche un altro esponente importante del Carroccio, Matteo Salvini. Il leghista ha infatti attaccatto il presidente della Repubblica, che aveva espresso la sua indignazione per l'accaduto: «Napolitano si indigna per una battuta, ma si indignò quando la Fornero rovinò milioni di pensionati e lavoratori? Napolitano, taci che è meglio», ha detto Salvini.

La dichiarazione dell'esponente leghista ha fatto infuriare il premier Enrico Letta, che ha fatto appello a Roberto Maroni, segretario del partito del Nord, «perché chiuda questa pagina vergognosa rapidissimamente, altrimenti si entra in una logica di scontro totale che non serve a lui, non serve a nessuno, non serve al Paese. È una pagina veramente insostenibile».

In precedenza:

«Quando la vedo non posso fare a meno di pensare a un orango». Sono queste le parole, alquanto infelici e tanto contestate, usate sabato scorso durante un comizio dal vicepresidente del Senato Roberto Calderoli nei confronti del ministro dell'Integrazione Cecile Kyenge.

L'esponente della Lega Nord l'ha definita «una battuta simpatica», ma sono davvero pochi i colleghi politici che sembrano aver colto questa simpatia. La maggior parte dei parlamentari, ministri e non, si è definito «allibito» e «dispiaciuto» per le parole pronunciate da Calderoli.

Il presidente del Consiglio Enrico Letta ha commentato la frase con un tweet: «Inaccettabili oltre ogni limite le parole di Calderoli. Avanti Cecile col tuo lavoro! Siamo con te». Il presidente del Senato Pietro Grasso ha parlato di «offese che non hanno giustificazioni», il presidente della Camera Laura Boldrini di «parole indegne».

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è detto «profondamente indignato» e ha parlato di «imbarbarimento della vita civile». Cori di proteste e di indignazione si sono alzati da molti banchi del Parlamento. Qualcuno, come il segretario del Pd Guglielmo Epifani, ha invitato Roberto Calderoli a dimettersi.

Lui, nella giornata di domenica, ha deciso di telefonare al ministro per scusarsi. «Se la Kyenge si è offesa, chiedo scusa», ha detto il senatore leghista. «Le mie parole erano inserite in un discorso più articolato di critica alla politica del ministro». Ma a dimettersi non ci pensa nemmeno: «Stiamo scherzando? Sono disponibile al confronto, ma sono pronto a dare battaglia in tutte le sedi riguardo alle posizioni del ministro sull'immigrazione che considero sbagliate».

Da parte sua, il ministro Kyenge ha risposto con lo stile di sempre. «Accetto le scuse», ha dichiarato in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera. «Ma vorrei dire che dobbiamo correggere il linguaggio politico. Sono disponibile al confronto, ma che si basi sui contenuti e non sulle offese. È arrivato il momento di dire basta».

E poi ha continuato: «Non mi rivolgo alla persona, ma alla carica istituzionale che ricopre, per invitarlo a fare una riflessione profonda. Da queste sedie rappresentiamo l'Italia, parliamo a nome dei cittadini. E le parole hanno un peso».

Leggi anche:

>>«Calderoli, chi è la scimmia?» di Luca Dini

>>Leghista su Facebook: «Perché nessuno stupra la Kyenge?»

DA STYLE.IT

  • News

    Meteo: stop al caldo, torna l'inverno

    Meteo: stop al caldo, torna l'inverno

  • News

    Arrestata infermiera killer a Piombino

    Arrestata infermiera killer a Piombino

  • News

    I genitori di Giulio Regeni: «Vogliamo verità e giustizia per nostro figlio»

    I genitori di Giulio Regeni: «Vogliamo verità e giustizia per nostro figlio»

  • News

    Oscar 2016, trionfo Spotlight ma anche DiCaprio

    Oscar 2016, trionfo Spotlight ma anche DiCaprio

TAG CLOUD