Caso Shalabayeva, Procaccini: «Informai Alfano»

di Francesca Porta 

Il capo di gabinetto del Viminale, dimessosi ieri dopo lo scandalo sull'espulsione della moglie e della figlia del kazaco Ablyazov, si è detto «nauseato e ingiustamente offeso»

Francesca Porta

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Giuseppe Procaccini - Foto Ansa

Giuseppe Procaccini - Foto Ansa

«Dopo tanti anni di carriera vado via, ma sono stato ingiustamente offeso». Sono parole dure e cariche di amarezza quelle usate da Giuseppe Procaccini, il capo di gabinetto del Viminale finito nella bufera del caso Shalabayeva, nella sua lettera di dimissioni.

Una lettera in cui Procaccini racconta la sua versione dei fatti, smentendo di fatto quanto dichiarato ieri in Parlamento dal ministro dell'Interno Angelino Alfano. «Informai il ministro», scrive infatti Procaccini. «Anzi, ho ricevuto l'ambasciatore kazaco al Viminale proprio perché me lo disse il ministro, spiegandomi che era una cosa delicata».

«L'incontro finì tardi e quella sera non ne parlai con nessuno, ma lo feci il giorno dopo, spiegando al ministro che il diplomatico era venuto a parlare della ricerca di un latitante. Lo informai che avevo passato la pratica al prefetto Valeri (del quale ieri Alfano ha chiesto l'avvicendamento, ndr)».

Il capo di gabinetto sostiene di non essere venuto a conoscenza del fatto che Mukthar Ablyazov fosse un oppositore del regime kazaco, protetto dall'asilo politico britannico. Né, Procaccini tiene a chiarirlo, era stato informato del fermo della moglie e della figlia. «Al termine del blitz Valeri mi comunicò che il latitante non era stato trovato, e per me la vicenda si chiuse lì. Nessuno mi parlò mai dell'espulsione di sua moglie e di sua figlia».

Non sapendone nulla, ovviamente, Procaccini non ha potuto avvisare il ministro dell'espulsione di Alma Shalabayeva e della figlia Alua. «Ho continuamente ripercorso la vicenda e mi sono interrogato se qualcosa mi fosse sfuggita, ma tutto mi riporta alla obiettiva circostanza di non essere stato informato», ha scritto il capo di gabinetto al ministro.

Le parole di Procaccini, che si è poi definito «nauseato da quanto accaduto», hanno fatto sollevare nuove voci (oltre a quelle già emerse negli scorsi giorni) che chiedono le dimissioni del ministro dell'Interno Alfano.

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